Focus di Massimo Maresca – Una bancarella tiberiana

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Focus

      di Massimo Maresca 

     Una bancarella tiberiana

È da un pugno di settimane che in via Tiberio, precisamente all’ingresso del parchetto dei bambini, vicino la scuola primaria “Giuseppe Salvia”, è stata allestita una sorta di “bancarella”. Parati in bella mostra su dei tavoli, si possono trovare libri e oggetti di bigiotteria, talvolta borse. Una cosa insolita per quella che, in questi giorni, è una strada di solo passaggio (considerando la chiusura delle scuole e degli esercizi di ristorazione). Un po’ tutti, dal curioso all’arraffone, si fermano per un attimo che pare interminabile e gli occhi si illuminano di una allegria bambina, quella che solo i più piccoli hanno in dotazione naturale.

Il banco in questione, apparecchiato alla buona, non ha un venditore ambulante (perché come è noto la legge lo impedisce provvisoriamente), c’è solo della merce superflua il cui unico costo per il passante è quello del tempo. Tempo da perdere a guardare la merce in esposizione. Tempo per stimolare la curiosità di chi, costretto a stare in casa, esce solo per questioni di necessità. Tempo di necessità usato, di sottecchi, per dare attenzione a qualcuno (chissà chi?!) che ha avuto la delicata idea di dare, di condividere, di offrire a chi vuole un “qualcosa”, un oggetto, una carezza seppur anonima.

Stiamo vedendo di questi tempi iniziative private davvero sorprendenti, che stimolano la curiosità aguzzano l’ingegno di chi il tempo ce l’ha in abbondanza. Riemergono, dalle ceneri delle passate attenzioni, nuove capacità e innovativi interessi; ricordi di coloro che da bambini cercavano di trasmetterci altre conoscenze, altre abilità che, annichilite dalle contingenze di un’economia familiare, sono sempre state a rischio.

Eppure questi giorni macchiati dal morbo virale non possono oscurare le nostra capacità più proprie: trasmettere le sapienze, rammentare le tecniche consolidate, donare ciò che si ha.

A chi ha allestito la bancarella a via Tiberio e a tutti coloro che allestiscono la loro vita, perché altri possano attingervi nella gratuità, vada il nostro ringraziamento più sincero e il sorriso di chi, colpito dalla genuina azione del donare, si sente spinto a fare altrettanto.