Cerimonia nel porto di Napoli ad un anno dalla tragica scomparsa di Stefano Federico.

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Teodorico Boniello.  E' stata celebrata ieri mattina, a un anno dalla morte, una cerimonia commemorativa per ricordare Stefano Federico, il trentunenne originario di Capri, ucciso dopo un brutale e inspiegabile pestaggio nell'area portuale di Napoli, in prossimità di Calata di Massa, il terminale delle navi dirette in  Sicilia, scalo dove attraccano, tra l'altro  i traghetti della compagnia pubblica Caremar. Circa venti giorni fa furono arrestati,  con la misura della custodia cautelare in carcere, a seguito di una minuziosa indagine anche attraverso la visione delle immagini del circuito di videosorveglianza e con l'escussione di una testimonianza riten tua e divenuta chiave per la risoluzione del caso, quattro vigilantes: si tratta di Vitale Minopoli, Armando D'Avino, Marco Gargiulo e Carlo Berriola che avevano aggredito selvaggiamente il giovane, procurandogli grosse lesioni che Io hanno portato alla morte. Avverso tale provvedi-mento i quattro hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame che ha confermato l'arresto. Alla cerimonia di ieri mattina, celebrata ad un anno esatto dall'omicidio, hanno partecipato i genitori della vittima, i fratelli, la fidanzata e l'amico del cuore. La preghiera solenne per giovane assassinato pochi minuti prima dell'imbarco per Capri, dove sarebbe dovuto rien trare dopo una settimana di lavoro, è stata letta dal parroco dell'isola azzur-ra don Carmine Del Gaudio, che ha coinvolto tutti in un commovente momento di raccoglimento, L'intero luogo del delitto è stato ricoperto di fiori. Erano presenti, tra gli altri i rappresentanti della capitaneria di porto, della polizia marittima e dell' autorità portuale, che hanno autorizzato la famiglia di procedere alla commemorazione del loro familiare su quel tratto di banchina interdetto al pubblico.