Emergenza 118 a Capri. L’appello della Uil : non è possibile assicurare il trasferimento degli ammalati a terraferma.

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Anna Maria Boniello. Capri –Emergenza 118 a Capri. L’allarme è scattato ieri, così come era già stato annunziato dal responsabile del 118 la scorsa settimana, quando il dottor Michele Speranza, responsabile del servizio, annunciò ai vertici della sanità isolana e campana che causa della riduzione del personale che opera sull’isola, non sarebbe stato più possibile dal 16 Gennaio in poi assicurare ai pazienti l’accompagnamento in terra ferma. Ieri, invece, a chiedere un intervento urgente ai responsabili dei servizi di emergenza ed al Direttore Sanitario del Capilupi di Capri è stato il delegato dei medici Uil che operano nel nosocomio caprese. In una lettera inviata al Direttore Sanitario del Capilupi, al subcommissario e al responsabile dell’emergenza territoriale, il dottor Francesco Martinelli chiede ai responsabili dei servizi di emergenza un ordine di servizio per poter regolamentare il trasferimento degli ammalati in terraferma. Un servizio che fino ad ieri veniva assicurato dalla seconda unità medica del 118 che è stata ridimensionata a causa della riduzione del personale che opera sull’isola di Capri, infatti due sanitari del 118 sono stati destinati all’Ospedale San Gennaro di Napoli, portando l’organico da 9 a 7 unità. Un calo che non consente più al 118 di assicurare nell’arco delle 24 ore contemporaneamente i servizi a terra ed i trasferimenti via mare. Nell’allarme si invitavano gli enti responsabili a trovare una soluzione idonea o alternativa, onde evitare agli isolani il rischio di non poter essere trasferiti nelle strutture ospedaliere di terraferma in caso di emergenze. Lo stesso appello parte oggi dall’interno del Capilupi da parte del delegato della Uil che invita i responsabili dell’ASL1 e del 118 a redigere un ordine di servizio urgente per regolamentare i trasferimenti in terraferma degli ammalati e dei bisognosi di cure specialistiche o diagnostiche. Servizi che erano stati sempre svolti dal 118, e che ora, venuti a mancare i due medici, non si riesce a capire chi debba svolgerli, non potendo lasciare sguarniti i servizi medici nell’unico presidio ospedaliero isolano. Si rischia quindi un vero e proprio empasse nel comparto della sanità, anche perché il 118 si occupa dei servizi d’emergenza a 360 gradi, ed è dotato di una piccola autoambulanza elettrica che può raggiungere le località più impervie del territorio isolano, e presta assistenza in caso di trasferimenti via mare ai pazienti colpiti da gravi patologie o vittime di incidenti. Il suo ridimensionamento quindi viene accolto con grande preoccupazione negli ambienti isolani, dove si auspica un pronto ritorno alla normalità, anche perché è impensabile ipotizzare che in sostituzione dei sanitari del 118 possano entrare in servizio i medici del Capilupi. Ed alla problematica della riduzione del personale del 118 si aggiunge quella dello stop in banchina dell’idroambulanza. L’indispensabile unità navale per i trasferimenti di emergenza, che è ormeggiata nel porto turistico di Marina Grande da oltre dieci mesi a causa di guasti alle apparecchiature di bordo, resterà ferma per tutto il periodo invernale. La sua rimessa in funzione, così come è stato annunciato, è prevista solo per l’inizio della prossima stagione estiva, mentre è già entrata in cantiere, per essere riparata, l’idroambulanza che serve Ischia e Procida.