Isola no slot, Anacapri modello ma Capri è ferma

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Isola no slot, Anacapri è un modello ma Capri dorme sonni profondi. Sul gioco d’azzardo e le macchinette mangiasoldi il comune alto dell’isola azzurra continua ad essere esempio e punto di riferimento alla lotta alla ludopatia, uno dei mali degli ultimi anni. E se l’incontro di qualche settimana fa presso l’aula consiliare del complesso monumentale di Santa Maria La Nova, dal titolo: Incontro sul gioco d’azzardo patologico per un confronto sulle iniziative della Pubblica Amministrazione, ha confermato ancora una volta la lungimiranza ed il lavoro portato avanti dall’allora sindaco di Anacapri ed attuale vicesindaco Franco Cerrotta, nella lotta alla febbre da gioco, cancro sociale sempre crescente sulla terra dei Faraglioni, soprattutto tra i giovani, l’altro comune continua ad essere in letargo sull’argomento. E l’amministrazione comunale di Anacapri rappresentata dall’assessore Virginia Amabile, che ha preso parte all’incontro, nel mettere in piedi la lotta alla ludopatia con il regolamento anti-slot ed il referendum cittadino con il quale la popolazione anacaprese si pronunciò a maggioranza bulgara per un disciplinare che mettesse legittimi confini a macchinette e similari ha anticipato i tempi su quello che a tutti gli effetti diviene oggi un provvedimento a vera e propria tutela della salute pubblica. Capri nella precedente legislatura, ad onor del vero, ci aveva provato a completare il progetto dell’isola no slot, redigendo un regolamento per disciplinare giochi leciti, la loro presenza sul territorio, le distanze dai luoghi sensibili eccUn lavoro lungo e certosino, con passaggi in commissioni consiliari e poi in consiglio comunale ma alcuni esercenti dando vita ad un contenzioso, che poggiava con tutta probabilità sull’interesse privato e non sociale, vinsero un ricorso, costringendo a mettere in freezer la lotta alla ludopatia in chiave caprese. Ma il braccio di ferro tra esercenti ed enti che provano a regolamentare la materia e contrastare la diffusione del gioco d’azzardo, in particolare quello patologico, non dovrebbe essere uno dei freni all’iniziativa. Dati alla mano combattere la ludopatia a Capri dovrebbe essere una battaglia di tutti e servirebbe a ridimensionare un pericoloso fenomeno, divenuto ormai allarme sociale. Tra l’altro il letargo di Capri sul regolamento no slot, secondo alcuni dati raccolti, comporterebbe comunque conseguenze negative sull’intero territorio isolano, con gli anacapresi ludopati che in pochi minuti raggiungerebbero la vicina Capri riuscendo così lo stesso a dare libero sfogo alla loro malattia.