Cittadinanza italiana per Kobe Bryant, amico anche di Capri

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Fonte: Roma

Cinque titoli Nba, 2 medaglie d’ oro Olimpiche con la nazionale USA, eletto una volta MVP della stagione regolare, 2 volte delle Finals, 2 miglior marcatore della stagione regolare, 18 convocato nell’ All Star game, giocatore con più punti totali realizzati nella storia dei Los Angeles Lakers, capace di realizzare 81 punti in una sola gara. Un incidente di elicottero a Calabasas, un sobborgo di Los Angeles, ha strappato a questo mondo uno dei più grandi campioni del basket mondiale, Kobe Bryant, sua figlia Gianna, 13 anni, stella nascente del basket femminile, altre 7 persone. Kobe Bryant aveva tanto di italiano, non nel sangue, ma nel cuore, nell’ educazione e nell’ istruzione ricevuta in sette anni di permanenza nel nostro Paese, al seguito del padre Joe Jellybean Bryant che dal 1984 al 1991 ha giocato nella nostra lega. Amava Roma come Milano, ma anche Capri o… Treviso, perché un tempo piazza importante del basket. Da questi presupposti si muove l’ ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane per chiedere l’ assegnazione della cittadinanza onoraria: una nobile attestazione di riconoscenza per quello che Bryant ha donato allo sport italiano e, anche, per ricambiare quel legame forte, intimo, intenso e profondo che l’ atleta provava nei confronti del nostro Paese.

La richiesta è di una concessione onoraria post mortem della cittadinanza italiana per meriti speciali, già conferita, in vita (ex articolo 9 della legge 91/92) ad atleti che si siano distinti per grandi meriti sportivi.