Il teatro esperenziale emoziona Capri con lo spettacolo “Il cibo degli Angeli” – fotogallery

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Fonte: www.ilmattino.it

di Anna Maria Boniello

Un fine settimana diverso per Capri, fatto di emozioni e dedicato al teatro esperienziale. E’ quello vissuto dagli spettatori che hanno partecipato a “Il Cibo degli Angeli”, lo spettacolo ideato e curato nella regia da Paola Carbone con il collettivo Azzurro Solfato.

Si tratta di una performance teatrale site-specific, della durata di circa 30 minuti, che rientra nel programma del CAPRI WAVE Winter Arts Festival promosso dalla Città di Capri e dal delegato al Turismo Ludovica Di Meglio e organizzato dall’Associazione Culturale Gulliver, con la direzione artistica di Sara Aprea e Umberto Natalizio. Il festival sta animando le giornate della terra di Tiberio nel periodo a cavallo fra la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo e vedrà la sua conclusione il 15 gennaio.

Numerose le prenotazioni per partecipare alle cinque rappresentazioni dello spettacolo che fra mattina e sera hanno accolto gli spettatori a gruppi di 15/20 persone per volta negli spazi di Zoom in via delle Botteghe 56.
“Il Cibo degli Angeli” è in realtà una piccola festa, volta a stimolare tutti i sensi, un’azione poetica di nutrimento per l’anima e per il corpo che attende i suoi ospiti. Lungo il percorso della messa in scena che si è sviluppato attraverso diverse stanze, gli spettatori sono stati accolti dagli abitanti di una casa e accompagnati delicatamente ad attraversare un luogo in cui affioravano dei ricordi. I fortunati spettatori hanno incontrato angeli bambini, angeli senza tempo che sono lì da sempre rappresentati da Melissa Micillo, Francesca Diletta Iavarone, Rossella De Rosa, Ilaria Cecere e Anna Savoia. Tecnico del suono e delle luci: Tommaso Vitiello. Registrazione e montaggio suoni e voci: Giacomo Vitiello. 

A spiegare il senso dello spettacolo è stata la regista Paola Carbone: “Cosa è nutrimento in questo secolo buio e opulento? Di cosa abbiamo bisogno per attraversare il nostro tempo? Di quale cibo? Di quale pane? Ecco allora che l’angelo arriva come metafora semplice e infantile, messaggero invisibile di pensieri luminosi che nutrono la mente, il cuore e la materia. Il nostro è un angelo umano, tanto umano, testardamente umano! Le nostre passioni sono cibo, i nostri desideri sono cibo, la debolezza, la fragilità, i sogni che nella notte ci abitano. Sono spesso il cibo del giorno a venire. Il cibo degli angeli è un’azione performativa per ricordarci che non si vive di solo pane ma di bellezza, arte, poesia, senso di appartenenza, identità. Tutto questo nella speranza di ripensare il modo e i luoghi nei quali viviamo, e di desiderare altri nutrimenti. Il cibo degli angeli è un augurio!”.