Focus di Massimo Maresca – FORZA MARCO!

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Focus

di Massimo Maresca

Forza Marco!

Capri è una famiglia e, come tutte le famiglie, vive momenti di gioia e situazioni tristi. Ognuno sull’isola si fa la sua idea su ogni avvenimento e ognuno in cuor suo consegue quotidianamente il titolo di magistrato honoris causa per aver espresso, almeno tra sé e sé, un giudizio. Si direbbe caratteristico di un ambiente piccolo, talvolta limitato, che non sempre è capace di andare al di là del proprio naso o, come in questo caso, della propria lingua.

Quando Marco, figlio della nostra isola – nel primo giorno dell’anno – ha incontrato d’improvviso la sua prima battaglia del 2020, Capri, che è una famiglia, ha avuto un tonfo al cuore ed le viscere si sono contratte come fosse stata coinvolta tutta la comunità in quel maledetto incidente.

Come in ogni famiglia, c’è chi si focalizza sull’aspetto umano, sul dolore della famiglia e di che gli è legato sentimentalmente, sul dolore dei colleghi e degli amici, sul dolore di chi – anche senza troppa confidenza – lo vedeva per strada e lo salutava. E poi c’è chi si focalizza sugli aspetti collaterali, in apparenza secondari ma altrettanto importanti, come la larghezza di una carreggiata, la visibilità in alcuni punti delle nostre vie, le imprudenze che facilmente ognuno può fare, senza dimenticare che soltanto un mese un bambino è stato investito nello stesso punto.

Ma prima di tutto questo, a Capri c’è l’apprensione per la salute del giovane Marco Torre, c’è tensione nel sapere in tempo reale le sue condizioni, c’è la speranza  che presto arrivi la notizia ‘È fuori pericolo’.

Forti di questa speranza, ieri sera ad Anacapri molti si sono raccolti spontaneamente per pregare, per esprimere anche così la volontà della gente che Marco stia bene, si rimetta in sesto e torni subito a casa, sulla sua isola, fra le braccia di chi gli vuole bene. Addirittura il cinema, in occasione della veglia di preghiera, ha eliminato una proiezione per lasciare Piazza Cerio in sufficiente silenzio. Chi mosso dalla fede e chi mosso dal volersi sentire parte di un cuore più grande e più forte, ognuno ha elevato un sospiro di vicinanza, nel segno di una candela accesa.

Vicinanza al papà, a Francesca, a Silvia. Vicinanza anche alla cara mamma Anna che, dal cielo, sappiamo accompagnare tutto l’evolversi di questa brutta vicenda, di questo assurdo colpo, di questo pessimo inizio del 2020. Forza Marco!