Mostre, il Maschio Angioino ospita “Plenum” di Luca Gilli

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Fonte: Il Denaro

di Marco Milano

Al Maschio Angioino, il “Castel Nuovo” simbolo della storia e della grandezza di Napoli, in scena “Plenum”, la personale di Luca Gilli,  a cura di Marina Guida. Un progetto, organizzato in collaborazione con la galleria Paola Sosio Contemporary Art di Milano, promosso dall’assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.
La mostra del fotografo emiliano, già “ospite”a Capri, negli spazi di Villa Lysis, la dimora del barone dandy Jacques Fersen presenta ora diversi scatti inediti partenopei. Una nuova tappa dove Gilli rivisita e amplia la narrazione fotografica caprese con uno zoom originale ed artistico sui complessi monumentali napoletani, in un rimando di scenari, così vicini, eppure così distanti. Una serie di scatti a colori di medio e grande formato che saranno in esposizione dalla prossima metà di novembre in quella che è stata sede regale della dinastia Angioina prima, e di quella Aragonese poi, che affaccia le proprie finestre su piazza Municipio,  a pochi passi dall’area portuale del Beverello. “Gilli articola il suo dialogo artistico – spiegano dalla mostra – che è al tempo stesso scientifico e filosofico, facendo leva sul concetto di ‘Plenum’, di aristotelica e cartesiana memoria”. Nella teoria del “Plenum”, Aristotele descriveva l’universo come un’entità composta da particelle infinitesimali che non lasciano spazi vuoti tra le une e le altre. “In queste opere – scrive la curatrice Marina Guida nel testo critico in catalogo-  le ombre sono azzerate e gli oggetti sembrano fluttuare in un fluido invisibile, che ne avvolge la forma e ne struttura l’essenza. Si tratta di un modus operandi, al tempo stesso etico ed estetico, che si contrappone alle pratiche fotografiche correnti, focalizzate sul pieno e sull’eccesso narrativo ed espressivo”. Gilli compone per sottrazione, per eliminazione dell’inessenziale, seguendo la lezione del grande architetto e designer tedesco Ludwig Mies van der Rohe “Less is more” e prima di lui, il famoso intento programmatico di Michelangelo Bonarroti “la scultura si fa per via di levare e non per via di porre”.