Gilli e la metafisica degli spazi vuoti dopo Capri al Maschio Angioino

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Fonte: Il Mattino

di Paola de Ciuceiis

Come per i filosofi Aristotele e Cartesio lo spazio non conosce vuoti perché totalmente occupato dalla materia, anche per l’ artista emiliano Luca Gilli l’ idea del pieno è valida sul piano artistico per le sue indagini fotografiche. Nasce in quest’ ottica il ciclo di opere selezionate da Marina Guida per «Plenum», la personale di Gilli che approda a Napoli, al Maschio Angioino (inaugurazione oggi alle ore 12) dopo la tappa estiva a Capri, nei saloni di Villa Lysis rispetto alla quale si arricchisce di inediti scatti tutti partenopei. Un’ iniziativa in collaborazione con la galleria Paola Sosio Contemporary Art di Milano e con il Matronato della Fondazione Donnaregina.

In esposizione, un corpus di lavori dai risvolti scientifico-filosofici nei quali, scrive la curatrice nel testo critico in catalogo, «le ombre sono azzerate e gli oggetti sembrano fluttuare in un fluido invisibile, che ne avvolge la forma e ne struttura l’ essenza. Un’ inversione di tendenza che intercetta e struttura una precisa architettura visiva invitando alla pausa, all’ ascolto, alla riflessione, alla meditazione». Con un lavoro mai estemporaneo ma sempre scandito da tempi lunghi e frutto di un’ intensa relazione con l’ ambiente cui dedica la propria attenzione, Gilli lavora per sottrazione e, incline a liberarsi di tutto ciò che non è essenziale, presenta una rassegna di 20 fotografie a colori, di formato medio e grande, nella cui realizzazione fa tesoro sia del concetto di «plenum» di aristotelica e cartesiana memoria sia della lezione di altri due grandi maestri: il genio del Rinascimento italiano Michelangelo Buonarroti il cui noto intento programmatico era «la scultura si fa per via di levare e non per via di porre» e, con uno sguardo a tempi via via più vicini ai nostri, l’ architetto e designer tedesco LudwigMies van der Rohe per il quale «Less is more». Il risultato sono immagini pervase da un’ atmosfera onirica, in bilico tra reale e metafisica, nelle quali l’ artista, spiega Marina Guida, «rovescia il rapporto gerarchico tra figura e sfondo, e conferisce al vuoto il primato all’ interno dell’ immagine, dischiudendo così un nuovo orizzonte di senso, e una inconsueta possibilità di visione».

Classe 1965, una laurea in Scienze naturali e lunghi anni di attività di ricerca per l’ Università di Parma in campo zoologico ed ecologico prima di dedicarsi completamente alla fotografia e alla grafica, Luca Gilli compare sulla scena artistica negli anni 2004-2005 che registrano le sue prime presenze pubbliche punto d’ inizio di un intenso percorso espositivo internazionale. Tra i suoi progetti più interessanti ricordiamo «Blank» (2011), completato dall’ omonimo volume introdotto da Quentin Bajac direttore del Dipartimento di Fotografia del Centre Pompidou di Parigi.