L’incubo demolizioni agita Capri, c’è un pool di legali contro le ruspe

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Fonte: Metropolis

di Marco MIlano

Si teme un’ondata di nuovi abbattimenti ordinata dalla Procura Il comitato per la casa si affida ad esperti per frenare le procedure

Anacapri. Un accordo di programma per intervenire sulla questione demolizioni ad Anacapri. Un pool di esperti ed un dialogo aperto con le amministrazioni isolane sono i primi passi della strategia decisa per fronteggiare la questione abbattimenti che, all’ombra dei Faraglioni, sta destando non poche preoccupazioni, considerando che la scure della ruspa è già arrivata, facendo le prime vittime. Un pugno duro nei confronti di opere realizzate in presenza di irregolarità autorizzative che non ha distinto la tipologia di abusi, colpendo anche abitazioni principali e dimore considerate unico nido del nucleo familiare che lo occupava. E proprio l’analisi delle differenze degli illeciti edilizi è una delle proposte avanzate dalle oltre mille persone che, giorno dopo giorno, continuano a far crescere il Comitato per il diritto alla Casa-Isola di Capri, nato per affrontare tutte le problematiche relative al disagio abitativo. «Arginare nell’immediato l’emergenza delle demolizioni», questo uno degli obiettivi del Comitato guidato dall’architetto Paolo Di Tommaso, che nei prossimi giorni avvierà un dialogo con le due Amministrazioni isolane, finalizzato, tra le altre cose, all’apertura di un tavolo alla presenza dimun pool di esperti, che possa definire e chiarire meglio una questione che sembra più grave di quanto paventato inizialmente, con altre demolizioni, purtroppo per i destinatari, in arrivo. Tra i progetti futuri anche la possibilità di un riuso alternativo del patrimonio immobiliare, grazie alla cosiddetta architettura sostenibile. L’emergenza abbattimenti, comunque, fa emergere ancora una volta, l’esigenza che, sull’isola, si debba procedere rispetto a chi ha operato in assenza di licenza edilizia, non in termini cronologici, ma di qualità e motivazione dell’abuso, in un territorio sul quale vigono regole a dir poco restrittive in materia edilizia e che, di fatto, non consentono la posa nemmeno di un singolo mattone. Un piccolo ampliamento, una camera da aggiungere al proprio immobile, per l’arrivo di altri figli, dovrebbero avere una catalogazione differente, rispetto alla speculazione abusiva a fini commerciali, che in una località turistica pregiata come Capri corrisponde ad un introito aggiuntivo non indifferente o alla realizzazione di costruzioni non di esigenza primaria, come piscine, giardini, terrazzi.