Task force per stanare gli evasori della tassa di sbarco a Capri

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Per il contributo di sbarco a Capri pugno duro nei confronti degli evasori. E’ allo studio una task force per setacciare i vari punti di approdo dell’isola dove si registrerebbero di fatto elusioni rispetto al versamento dell’obolo previsto dal regolamento comunale a carico di tutti coloro che mettono piede sull’isola azzurra. Un’imposta, ora contributo e nata come tassa, che come da decisione dei due consigli comunali isolani grava da diversi anni sul “transito” mare-terra per chi non dispone del titolo di residente o di lavoratore pendolare e altre categorie “particolari” e quindi esenti da tale contributo. Una cifra irrisoria, tutto sommato, che proprio di recente è stata mutuata anche da Venezia che ha deliberato di imporre dalla prossima estate il pagamento di tre euro ad ogni turista che inserisce la laguna nelle sue tappe vacanziere. E se salire su traghetti ed aliscafi diviene automaticamente un versamento del contributo di sbarco, visto che è compreso come sovraprezzo nella tariffa di ticket non residente quando un turista si imbarca, più complesso diviene avanzare titolarità all’incasso del contributo di sbarco quando si è in presenza di transfer privati e collegamenti alternativi. Se si raggiunge l’isola azzurra utilizzando approdi diversi rispetto al porto di Marina Grande, a bordo di motoscafi e natanti privati, come si può incassare il contributo? E in quale misura? E’ ovvio che non si può mettere in piedi per ogni punto di imbarco una struttura che sulla falsariga del capolavoro cinematografico “Non ci resta che piangere” con Roberto Benigni e Massimo Troisi possa chiedere ad ogni barca in arrivo “Quanti siete? Dove andate? Un fiorino!” ma il problema esiste e sono allo studio delle soluzioni. Già di recente sull’argomento c’era stato un contenzioso tra ricorsi e contestazioni su legittimità e “quantità” del contributo di sbarco da versare, ora il problema torna alla ribalta con la chiusura della stagione turistica. Quanto e come si incasserà da transfer privati e da viaggi via mare effettuati con mezzi che offrono tour e “rent a boat” tra Capri, penisola sorrentina, Napoli, porto stabiese e costiera? E se la contabilità dei collegamenti marittimi tradizionali (aliscafi e traghetti) è tutto sommato semplice visto che si evince dal piano di movimentazione oraria quotidiana, si riuscirà a determinare quanto e quando dovevano versare turisti e viaggiatori che hanno messo piede sull’isola azzurra in modalità “diverse”?