A Capri griffe in ferie ma il sindaco Marino Lembo attacca e accusa

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

Via Camerelle, tre importanti negozi chiusi a sorpresa: «Uno schiaffo in viso» Scattano sanzioni, si pensa a un esposto «Danno d’immagine, turisti penalizzati»

Questa volta al sindaco di Capri sono saltati veramente i nervi: apprendere che tre boutique griffate di via Camerelle – Hermes, Alberta Ferretti e Villebrequin – hanno oscurato le vetrine e chiuso le loro attività apponendo il solito cartellino con la dicitura in inglese «See you next season» lo ha fatto andare su tutte le furie.

Nella stessa strada, definita la fifth avenue caprese, meta agognata dei turisti di tutto il mondo, nonostante l’ autunno inoltrato continuano a passeggiare centinaia di persone alle quali da ieri si aggiungono i partecipanti alla 34esima edizione della convention dei giovani di Confindustria, che si svolge nel Gran Hotel Quisisana, a pochi metri di distanza, e che porta sull’ isola i big dell’ industria, della politica e della finanza. «Riteniamo la decisione delle boutique di chiudere uno schiaffo in pieno viso, una mancanza di rispetto a un’ isola e ai suoi abitanti che hanno aperto loro le porte», ha tuonato il sindaco Marino Lembo, che ha inviato una pattuglia di vigili in via Camerelle per comminare una multa ai titolari dei negozi o ai responsabili in sede per aver oscurato le vetrine e non aver comunicato la chiusura agli uffici competenti. «Non possiamo più tollerare, anche se siamo in un regime di libero mercato, che il titolare di un esercizio decida di chiudere indiscriminatamente, quando l’ isola è ancora in piena attività, e non senta nemmeno il dovere di avvertire i nostri uffici. Le date del convegno di Confindustria si conoscevano da mesi – continua Lembo – e questo lo riteniamo un vero e proprio sgarbo fatto nei confronti del Comune.

Valuteremo, dopo aver parlato con i nostri consulenti, se aprire un contenzioso per danno di immagine. La nostra cultura dell’ accoglienza è ben nota e quindi anche gli imprenditori che non vivono a Capri devono entrare in quest’ ottica. Anche una vetrina spenta o una boutique chiusa, quando tutte le attività funzionano a pieno ritmo, può essere vista come un elemento negativo – conclude il sindaco – ed è per questo che da oggi non tolleleremo più simili comportamenti».

L’ ORDINANZA Indignato anche il presidente dell’ Ascom Luciano Bersani: «L’ unica informazione l’ abbiamo ricevuta da Alberta Ferretti che ci ha comunicato che dal 31 ottobre avrebbe chiuso la sua attività di via Camerelle: ma la lettera ci è arrivata solo due giorni fa». L’ Ascom, fa sapere Bersani, intende «sostenere l’ amministrazione in ogni azione che vorrà intraprendere», e intanto scriverà una lettera di protesta alle griffe che hanno già chiuso i battenti.

Applicando, in un precedente caso, l’ ordinanza che vieta l’ apposizione di carte sulle vetrine (è consentito chiudere lasciando in vetrina la merce esposta e possibilmente anche le luci accese di sera) il sindaco ha evidenziato che «in occasioni di lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione o per chiusura di inventario i proprietari dell’ esercizio o i titolari di licenza commerciale devo acquisire uno specifico atto abilitativo che viene rilasciato dall’ ufficio tecnico». In particolare la durata dei lavori di ordinaria manutenzione non potrà essere superiore ai 45 giorni: per estensione, la regola andrebbe quindi applicata alle chiusure per qualsiasi altra ragione. Da questa ordinanza – la n.192 del 24 ottobre 2014 – Lembo intende partire per disporre un regolamento comunale che non solo vieti l’ oscuramento delle vetrine ma che stabilisca anche una rotazione di apertura e chiusura tra quei commercianti capresi che tra ottobre e marzo non vogliono vivere e lasciar vivere residenti e visitatori in un’ isola dai toni tristi, quasi di abbandono.