Capri e i Faraglioni puntano all’Unesco «Tutela anticaos»

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

Contro il caos degli sbarchi, contro l’assalto dei barconi-discoteca, contro le troppe imbarcazioni che d’estate la cingono d’assedio, Capri gioca la carta Unesco. È Sergio Gargiulo, presidente di Federalberghi Capri, a lanciare la candidatura dell’isola allo status di patrimonio dell’umanità, alla fine di un’estate da dimenticare per il caotico traffico marittimo e l’invasione di barche, provenienti da ogni punto del golfo, molte delle quali ormeggiate nella baia di Marina Piccola, all’ombra dei mitici Faraglioni. Barche che «sparavano» musica a tutto volume di giorno, e altra musica assordante di sera, proveniente dalle casse piazzate all’esterno di molti bar e ristoranti: l’estate è stata tormentata, e così l’associazione degli albergatori con un documento diffuso ieri ha deciso di mirare alto. L’idea di base è di chiedere la tutela Unesco per i Faraglioni, ma senza escludere – ha detto Gargiulo – una candidatura per tutta l’isola, notoriamente ricchissima di bellezze ambientali e storiche».
IL SIMBOLO La proposta lanciata dal presidente degli albergatori è stata accolta con favore sull’isola, anche perché i Faraglioni sono il simbolo di Capri nel mondo e la loro salvaguardia sta diventando sempre più necessaria a causa della massiccia e continua presenza di natanti a poche decine di metri da quei monumenti della natura. «Da mesi – dice Gargiulo – abbiamo evidenziato che il problema del traffico a terra e a mare va sempre più aumentando e per questo, mentre aspettiamo che si risolva il problema della mobilità interna, vogliamo iniziare dalla tutela del nostro mare. Abbiamo individuato una strada che potrebbe portare a una soluzione drastica del problema, cioè quella di chiedere all’Unesco di inserire i Faraglioni ed il suo mare nel patrimonio mondiale. Abbiamo ricevuto in dono un bene inestimabile, qual è la natura delle nostre coste e vogliamo tutelarla e preservarla per i nostri figli. Credo di aver individuato la strada giusta conclude Gargiulo noi vogliamo mettere un punto fermo in una situazione che va sempre più aggravandosi: pensiamo di avere le carte in regola per rivolgerci alle organizzazioni mondiali chiedendo un loro pronto intervento». Dal palazzo municipale è intervenuto anche il sindaco di Capri Marino Lembo che ha espresso la sua immediata adesione: «Condividiamo perfettamente la proposta di Federalberghi Isola di Capri, i Faraglioni sono un simbolo unico per Capri, per la Campania e per l’Italia nel mondo. È un modo concreto per porre all’attenzione di tutti la necessità della salvaguardia dell’isola: altre indispensabili soluzioni sono l’istituzione dell’Area marina protetta e la diminuzione degli accosti da parte delle compagnie di navigazione e dei viaggi charter che arrivano dalla Penisola Sorrentina e dalla Costiera amalfitana, che riversano un afflusso turistico giornaliero eccessivo. Una mole di persone – riflette Lembo – che mette in ginocchio l’isola nei suoi servizi essenziali come i trasporti, con traffico e code interminabili ai servizi pubblici che fanno un danno enorme alla mobilità interna. Noi appoggeremo ogni iniziativa di Federalberghi in questo senso e ogni passo a difesa dei Faraglioni, sottoposti peraltro a ordinanze di salvaguardia da parte delle autorità marittime che puntualmente vengono disattese». 
LA LUNGA ESTATE Anche se il calendario segnala che l’estate è finita, Capri continua ad essere affollata quasi come nel cuore della stagione turistica, ed è anche per questo motivo che le istituzioni pensano già alla programmazione per la prossima estate. «Dal patrocinio dell’Unesco – dice il direttore del parco archeologico di Villa Jovis e della Grotta Azzurra, Amodio Marzocchella – può trarre beneficio tutta l’isola: beni ambientali come i Faraglioni e l’Arco Naturale, ma anche archeologici come Villa Jovis godrebbero della massima attenzione internazionale a favore della loro salvaguardia e conservazione, anche con provvedimenti legislativi varati ad hoc».