Focus di Massimo Maresca – Voce del verbo viaggiare 

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Focus

di Massimo Maresca 

Voce del verbo viaggiare 

La stagione turistica a Capri sembra davvero non volersi fermare. Causa le belle giornate assolate, il clima temperato e i turisti che continuano ad affollare (anche se in maniera leggermente ridotta) i punti nevralgici  di un luogo piccolo ma seriamente ricco di bellezza e splendore.

È inevitabile, però, pensare al fatto che ci si avvia verso l’inverno e la quasi assenza di un cambiamento climatico graduale – ormai le ‘mezze stagioni’ sembrano solo un ricordo – spinge ognuno a proiettarsi da un lato a un lungo letargo, dall’altro all’approvvigionamento del lavoro per la prossima tornata turistica.

Questo, a quanto pare, è il cliché caprese, che dagli inizi di marzo a ottobre inoltrato si confronta con un numero inverosimile – a tratti insostenibile – di turisti che arrivano per fare un’esperienza e magari si ritrovano a viverne un’altra. Non serve polemizzare, soprattutto su argomenti molto ben noti alla popolazione locale. Il ritmo in questione è ormai entrato nel sangue e, bene o male, ognuno è capace di ballarvi. Il punto sta nel fatto che molti, ma ancora pochi, si chiedono se Capri non possa seriamente offrire di più anche in inverno. Convegni, concerti ed eventi culturali potrebbero affollare la vuota lista di attività che in inverno scarseggiano sull’isola.

Qualcuno, non troppo timidamente, cerca di spingere per un turismo che abbia la durata di un anno solare, e non soltanto una grande abbuffata estiva necessaria a sfamare le magre giornate invernali. Molte sono le cose in ballo ma probabilmente, più di tutto, a influire è l’abitudine, una specie di dogmatismo comportamentale che non permette neanche una semplice e comune riflessione. È chiaro per molti che lavorare tutto l’anno porterebbe non solo benessere e continuità psicologica in chi si ritrova a gestire la responsabilità di un’esperienza turistica. Lavorare tutto l’anno significherebbe permettersi di mettere qualche piccola limitazione con un po’ di serenità in più; significherebbe poter garantire più redditività o almeno una continuità di reddito, senza dover ricorrere all’aiuto del welfare; significherebbe dare la possibilità a chiunque di scoprire anche un altro aspetto dell’isola azzurra – il lato oscuro della luna. E forse un turista che viene in inverno si accorgerà che non è sempre azzurra la bella Capri ma che per un periodo diventa di un blu scuro estremamente affascinante.

Non bisognerebbe mai dimenticare che il viaggiatore intraprende un cammino per almeno tre motivi: 1. Desidera scappare dal suo contesto quotidiano; 2. Vuole sentirsi almeno per la durata del suo viaggio sufficientemente libero; 3. Prova a conoscere meglio se stesso.

Nel “post meridiem” caprese di questo 2019 ci si dovrebbe domandare, ognuno per il posto che occupa nella catena turistica, se è in grado di soddisfare queste tre semplici e fondamentali richieste che ogni ospite per forza di cose richiede a coloro che si fanno carico di accogliere, di ospitare. Voce del verbo viaggiare…