Il ministro Pisano oggi al Capri Digital Summit: identità digitale per tutti e più servizi della Pa

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Fonte: Il Mattino

di Nando Santanastaso

Sbarca a Capri stamane forte di tutte le competenze sul digitale, dalla Pa alle aziende private, che spettano al presidente del Consiglio. E con un obiettivo che spera non resti un sogno, anche se non si sbilancia sui tempi: dotare ogni cittadino italiano di un’ identità analogica e digitale attraverso Spid, il Sistema pubblico che dovrebbe segnare una svolta peraltro da tempo indispensabile nel rapporto tra Pubblica amministrazione e utenti. Paola Pisano, torinese di origini anche napoletane, da un mese ministro in quota 5 Stelle per l’ Innovazione, che interverrà alla seconda giornata del «Capri digital summit» organizzato da EY, ha di fatto in mano tutte le deleghe in materia di digitale (a partire dall’ Agenzia per l’ Italia digitale), che finora erano attribuite a soggetti diversi, ognuno dotato di autonomia decisionale.

Non le sarà facile rilanciare la digitalizzazione del Paese con appena 30 esperti…

«Conto di ampliare il numero quanto prima. Stiamo facendo il recruiting della prima linea che lavorerà direttamente con me e definendo l’ organigramma delle figure e delle competenze necessarie. Formeremo un team di esperti dedicati alla digitalizzazione ma anche all’ innovazione, un’ assoluta novità rispetto al passato e con compiti strategici. Parlo di politica industriale dell’ innovazione, partendo dai singoli ministeri».

L’ esperienza di Industria 4.0 tornerà utile?

«Senza dubbio i risultati raggiunti da Industria 4.0 per l’ innovazione delle aziende private sono stati importanti.

Ma abbiamo in mente una serie di macrotrend su cui la sfida è far crescere tutto il Paese. La riduzione del digital divide è sicuramente uno degli obiettivi prioritari ma per noi l’ innovazione non é solo intelligenza artificiale: vuol dire anche innovazione sociale ossia riuscire ad avere un impatto positivo sui problemi della nostra società come inclusione».

Si riparte da dove?
«Intanto dal fatto che dopo circa 13 anni l’ Italia ha di nuovo un ministero dedicato all’ innovazione. Non partiamo da zero perché è mia intenzione proseguire sulla strada già tracciata dalle piattaforme abilitanti di cui si è occupato il team guidato in precedenza da Diego Piacentini e ora dal nuovo commissario Luca Attias. Le sosterremo tutte in assoluta continuità, da Anpr a Spid, da PagoPa alla Piattaforma Io su cui pensiamo di far convergere e razionalizzare gran parte dei servizi digitali della Pubblica amministrazione: una pratica di cambio di indirizzo, ora grazie ad ANPR si potrà eseguire nello stesso modo sia a Napoli che a Milano».

Non crede che proprio nel Mezzogiorno il ritardo digitale sia più pericoloso per il Paese?

«Non sono così pessimista. Abbiamo fatto il tifo per l’ avvenuto ingresso di Napoli nell’ Anagrafe nazionale unica per i residenti (ANPR) che è la base per la digitalizzazione del Paese e conosciamo bene il valore di esperienze come quella del polo tecnologico dell’ università Federico II con colossi come Apple, Cisco e Deloitte. Stiamo lavorando con il ministro Provenzano per capire le priorità dello sviluppo digitale del sud, come ad esempio mettere in rete le eccellenze del Sud coinvolgendo gli attori importanti per l’ innovazione e farle conoscere e scalare anche all’ interno del paese».

Le aziende, soprattutto le più piccole, temono la trasformazione digitale: che pensa di fare?

«Puntiamo a policy capaci di sostenere gli sforzi di innovazione delle imprese, con il supporto del Fondo per l’ innovazione. Ma serve anche un adeguamento delle norme e i regolamenti: oggi ci sono innovazioni che quando è stata scritta la normativa non esisteva e tanto meno si potevano immaginare».