Focus di Massimo Maresca – Una noce, sola, in un sacco

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Focus

di Massimo Maresca

 

Una noce, sola, in un sacco

 

È noto a tutti il proverbio che “una noce sola in un sacco non fa rumore”. Un modo di dire, questo, che nasce dall’esperienza e dal senso comune. Chiunque, effettivamente, se prende una noce e la mette in un sacco si accorgerà che rumore non ne può fare, perché il rumore dovrebbe nascere dallo scontro di due o più noci. La storia e la vita pratica, però, ci insegnano che non sempre è così, soprattutto quando ci si trova dinanzi a condizioni particolari come il potere – e quindi la responsabilità di pochi – o l’ignoranza delle abitudini. Non bisogna chiaramente augurarsi atteggiamenti estremi come nella Francia del Settecento, che vide il popolo ghigliottinare il proprio  sovrano assoluto (per diritto divino), Luigi XVI.

Il ‘Friday for future’ di qualche giorno fa ce lo testimonia. Una marea di giovani manifestanti, pacifici, si sono mossi nelle piazze del mondo proprio per questo: tentare di smuovere le coscienze dei potenti affinché facciano bloccare le continue e possenti emissioni di anidride carbonica nell’aria, e sensibilizzare ogni uomo ad essere più rispettoso dell’ambiente che ci circonda nella vita di ogni giorno.

Il punto non sta nel dirsi “Il mondo sta collassando”; il punto è che si rischia di fare un allarmismo vuoto che non porti a nulla. La bottiglia di plastica inquina se non riciclata a dovere, ma la stessa produzione della bottiglia non porta giovamento all’ecosistema… per non parlare del fatto che, se in una casa viene fatta la differenziazione dei rifiuti, ci si aspetta che questi vengano trasportati e stoccati da chi di dovere; che le plastiche, carta, vetro e quant’altro vengano portate in impianti di riciclaggio. E corre voce che non sempre è così.

La manifestazione del ‘Venerdì per il Futuro’ ha inoltre portato a galla tante opposte visioni come quelle di chi si domanda come sia «possibile che la leader di una rivoluzione sia accolta con tutti gli onori dai potenti di questo mondo contro cui si rivolta; e loro, adoranti e felicissimi di essere insultati e trattati come criminali. […] A nessuno viene il dubbio che si tratti di una recita ben orchestrata da quegli stessi adulti insultati, di cui Greta e i giovani adolescenti di tutto il mondo sono in realtà vittime inconsapevoli?». Contrapposizione che fa capo a un pensiero molto più asciutto: quello che vede il movimento ecologista determinato a una decrescita del mondo industrializzato.

Non ci fermiamo a commentare le varie posizioni, perché questo richiederebbe un’analisi molto più attenta. Ma è certo che tutto il baccano finora fatto a qualcosa di buono dovrà pur portare. E questo può accadere solo nella quotidianità di ognuno che, valutando le sue abitudini stereotipate e i suoi stili di vita indistruttibili, dovrebbe darsi una raddrizzata. Forse solo così un po’ di rumore vero potrà portare qualcosa di concretamente benefico. Forse soltanto da ognuno di noi potrà partire quella spinta che persuada i potenti ad aprire gli occhi lì dove questi vanno aperti.