Franco Cerrotta: “Si vuole buttare giù tutto? Diventeremo come Beirut”

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

La psicosi delle ruspe è scattata sull’isola di Capri. Nel day after dell’abbattimento di un abitazione abusiva ad Anacapri, dove viveva un nucleo familiare di sei persone, sono in molti tra quelli che si trovano in condizioni simili a temere che prima o poi possa accadere anche a loro. Franco Cerrotta, vicesindaco di Anacapri, che venerdì ha vissuto una difficile giornata insieme ai suoi concittadini, non nasconde la sua preoccupazione: «Se saranno messi in esecuzione tutti i decreti di abbattimento della Procura – osserva – Anacapri diventerà come Beirut. Una città post bombardamento, con le case abusive demolite e il materiale di risulta da smaltire. È impossibile trovare le risorse sufficienti per liberarci delle macerie». Un’ammissione indiretta della consapevolezza che sono molte le abitazioni sorte abusivamente negli anni. «Per accelerare le pratiche di contenzioso – sottolinea Cerrotta – al Comune abbiamo creato un gruppo di lavoro, formato da tecnici che faranno un primo screening per separare le pratiche di condono che risalgono al 1985 a quelle relative a tutti gli altri abusi. Per noi non esiste una classifica di abuso tra ricco o povero, un abuso edilizio è un abuso e basta. Il cittadino residente però ha diritto alla casa perché un vincolo sine die sulla sua realizzazione è un danno enorme». Per questo Cerrotta propone un piano di recupero nel quale «l’interesse pubblico vada a contemperare una serie di interessi comuni e tra questi quello ambientale ed economico. Spetta poi alle amministrazioni – conclude – valutare ogni singola pratica. Un vincolo così forte come quello vigente ha prodotto un danno al territorio rispetto a una legge che poteva essere più permissiva: non può passare il concetto che in un’isola come la nostra sia vietata ogni minima attività edilizia per chi vi risiede».
LE CERTEZZE Riprende questa tematica il sindaco di Capri Marino Lembo: «In materia edilizia attacca ogni abuso ha una sua storia. Ma partiamo dalle pratiche di condono che iniziano dal 1985 e abbracciano l’arco di ben 34 anni. Pratiche che stiamo provvedendo a smaltire e che riguardano ampliamenti su abitazioni già esistenti, come una veranda che è diventata una cameretta. Questo tipo di interventi noi li riteniamo abusi di necessità, dovuti soprattutto alle leggi di blocco come è il Piano Paesaggistico di Capri, a cui abbiamo messo mano proprio perché non tiene presente le esigenze di chi vive stabilmente sull’isola, così come era previsto nel piano regolatore. Ed è per questo – sottolinea il sindaco – che stiamo lavorando a un nuovo Piano Urbano comunale che andremo ad adottare nei prossimi mesi; dopo di che con Regione e Soprintendenza affronteremo la revisione del Piano Paesaggistico che dovrà, nel rispetto dell’ambiente e della tutela del paesaggio, contenere norme che diano la possibilità di adeguare il patrimonio edilizio del Comune di Capri, sia per quanto riguarda le abitazioni che per tutte le attività produttive. Bisogna dare ai cittadini certezze conclude Lembo – per evitare che ricorrano a praticare l’abusivismo».
I COMITATI Intanto in attesa che le commissioni valutino le pratiche di condono e i contenziosi edilizi, i cittadini di Anacapri si stanno organizzando per riunirsi in comitato e fare un fronte unico, anche con l’ausilio di un team di legali che li aiuti a a dipanare un matassa che diventa sempre più intricata.