Al via il viaggio nel mistero delle tartarughine guarite

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Fonte: Il Mattino

di Antonino Pane

LA STORIA Ora tutte le tartarughine nate a Meta stanno nuotando verso il mare aperto alla ricerca delle correnti giuste, quelle che li guideranno negli abissi, lontane dai pericoli. A tre giorni dell’ incredibile schiusa sulla spiaggia del Purgatorio, anche le 14 piccole che non erano riuscite a raggiungere il mare ed erano state prese in cura dalla stazione Anton Dohrn sono state liberate. Un attimo di esitazione, disorientamento. Ma poi giù, verso il mare più profondo. Le piccole Caretta Caretta sono state rilasciate, infatti, a 15 miglia dalla costa di Punta Campanella, nella direzione di Punta Carena a Capri, verso sud. Qui, in mare aperto, si trovano correnti particolari che dovrebbero aiutarle a restare lontane dalla costa. Ad accompagnarle una motovedetta della Guardia Costiera messa a disposizione dall’ ammiraglio Pietro Vella, direttore marittimo della Campania. A bordo, oltre all’ equipaggio, gli esperti dell’ Anton Dohrn, Andrea Affuso e Fabio Di Nocera e membri dello staffdel Parco Marino di Punta Campanella, Domenico Sgambati e Luca Urro. «Ora trascorreranno – spiegano i ricercatori – il periodo buio. Resta, infatti, ancora un mistero la vita delle tartarughe nei primi anni. Si riavvicineranno alla costa soltanto intorno ai 5 anni di vita, conun carapace adeguato a fronteggiare i predatori». E la speranza di tutti è che anche quelle nate sulla spiaggia del Purgatorio tra qualche decennio ritroveranno la rotta per tornare a Meta a deporre le proprie uova.