Visto da Ischia: albergatori, la lezione caprese e non si tratta di prezzi e booking…

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dalla Redazione

“Nel tempo che ci vuole per fare il giro del mondo, gli 80 giorni descritti da Jules Verne, Capri ha risolto, o almeno ha gettato le basi, i due dei più grandi problemi che vive come isola, quello della sanità e quello dei trasporti marittimi a partire dalla questione del molo Beverello a Napoli”. E’ quello che più o meno scrive su giornale ischitano Il Dispari Quotidiano il direttore Gaetano Di Meglio che per sollecitare istituzioni e rappresentanze dell’Isola Verde, indica come esempio di best praticte i primi mesi delle nuove amministrazioni comunali di Capri ed Anacapri e soprattutto il dinamismo del presidente di Federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo, la cui battaglia mediatica su alcuni nodi della vita caprese, ha favorito se non la soluzione totale, l’avvio della discussione che lascia intravedere un futuro migliore per gli abitanti dell’Isola dei Faraglioni.

Non il solito derby fra isole quindi, anzi, quasi un riconoscimento di Di Meglio agli altri isolani dirimpettai di averci saputo fare. Con un plauso particolare proprio per Sergio Gargiulo, apprezzandone evidentemente la rinnovata verve mediatica che ha caratterizzato una stagione in cui il leader degli albergatori capresi ha scelto di mettere in piazza per il bene di tutti, a volte in modo clamoroso, il disagio di chi frequenta o vive su un’isola, sia pur famosa nel mondo come Capri. In qualche caso a vantaggio anche della stessa Ischia. Da qui l’invito del giornalista ai suoi concittadini a studiare la lezione.

“Con il cambio dell’amministrazione caprese, terminato il periodo fighetto, l’isola azzurra ha iniziato ad alzare la voce, a battere i pugni sul tavolo, a protestare e, senza paura della scemenza “il turista scappa” – scrive fra l’altro il direttore de Il Dispari Quotidiano – L’isola azzurra raggiunge risultati e lo fa grazie alle due amministrazioni, con la forza delle due comunità, con la consapevolezza diffusa “di meritare di più” e, da qualche settimana, nel clou della stagione estiva, senza timore e senza paura, con l’associazione Albergatori.
Si, quella che non esce sui “giornali” con i cuoricini o con le marchette ma che, essendo presieduta da un buon presidente non è una comparsa per massimi sistemi… ma che grida allo scandalo. Mette in difficoltà la politica regionale e la costringe a correre sull’isola per risolvere i problemi”.

Di Meglio si riferisce alla denuncia che il presidente della Federalberghi Capri aveva affidato all’ANSA il 10 agosto dopo il grave incidente che ad Anacapri aveva visto coinvolto un turista brasiliano e riporta il comunicato dell’associazione degli albergatori capresi che ha dato una svolta alla situazione:

Sanità: Albergatori Capri minacciano serrata protesta
Protestano gli albergatori dell’isola di Capri dopo i ritardi nei soccorsi ad un turista brasiliano che alloggiava in un hotel di Anacapri, coinvolto questa notte in un incidente in seguito al quale versa in gravi condizioni all’ ospedale “Cardarelli” di Napoli. Il presidente di Federalberghi-Isola di Capri, Sergio Gargiulo afferma: dobbiamo scendere in piazza e se è il caso, usare il pugno di ferro. Propongo di mobilitarci, di chiudere l’isola, una serrata delle attività economiche anche se siamo in pieno agosto e l’isola è piena di turisti perché il diritto alla salute, nostro e dei turisti stessi, è molto più importante del business. Non è possibile che un’isola come Capri che dà tanto alla nostra regione, che è un emblema nel mondo della bellezza dell’Italia, sia abbandonata a se stessa dal punto di vista sanitario, che i suoi cittadini siano considerati di serie B e che non siano tutelati, né loro, né gli ospiti. Rivendichiamo il diritto all’assistenza sanitaria completa, alla possibilità di essere soccorsi di giorno come di notte, alla presenza costante di ambulanze così come era stato appena garantito alle amministrazioni e di un servizio affidabile di elisoccorso perché quello che è successo stanotte è semplicemente vergognoso!”.

“A Ischia, sottolinea Di Meglio, siamo stati senza guardia medica per un mese, giusto per dirne una. Ma non è finita. La “lezione caprese” per i nostri albergatori continua. E chi pensa che dobbiamo guardare a Capri solo per i prezzi, beh, sbaglia di grosso!”.

Quattro giorni dopo, riporta infatti Di Meglio, il 13 agosto, è sempre Gargiulo che occupa le agenzie nazionali. Ecco come: “Al Beverello serve la Protezione Civile, non venditori di calzini. Vergognosa indifferenza delle istituzioni”
“A quanto pare le sorti dei turisti e dell’economia da essi generata non sta a cuore a qualcuno – denuncia il presidente di Federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo – Non si può continuare ad abusare del nome di Capri così come quelli di Ischia e Procida pensando che tanto, disagi o non disagi, i turisti si imbarcano lo stesso. Il turista potrebbe decidere che lo stress di lunghe file sotto il sole e il tempo perso in una infrastruttura profondamente degradata quale è il molo Beverello, non vale la possibilità di raggiungere le nostre isole. Sarà allora che presenteremo il conto dei danni a chi fa finta di niente e continua a voltarsi dall’altra parte”. Gargiulo insiste sul problema delle condizioni del molo Beverello perché, complice il caldo torrido di questi giorno, l’infrastruttura è finita ancora una volta sotto le luci di una disonorevole ribalta mediatica. “Sarebbe stata opportuna la presenza della Protezione Civile a distribuire acqua e cappellini invece a essere più consapevoli della gran massa di persone presenti sul posto, c’erano gli ambulanti che provavano a piazzare calzini e la loro mercanzia contraffatta, nonostante la presenza della forza pubblica impegnata comunque in un’operazione di contrasto di queste attività. Per non parlare poi del tabellone con gli orari di partenza, fuori servizio. Le cose più elementari non funzionano, c’è da disperarsi”. Delle promesse di un mese fa sembra non esserci più traccia: “Tutto cambia affinché non cambi nulla: su nostra sollecitazione si era promesso un tavolo tecnico in Prefettura ma la cosa è rimasta lettera morta… L’indifferenza delle Istituzioni è incredibile e vergognosa, mortifica l’impegno di tanti operatori turistici che vanno in giro per il mondo a promuovere Capri, Ischia e Procida e anche Sorrento decantando le loro bellezze e poi alla prova dei fatti, devono mortificarsi se non scusarsi con gli ospiti quando il biglietto da visita che presentano le nostre isole e le costiere è quello di uno scalo marittimo sulla terraferma in pessime condizioni di accoglienza”.

“Parole che hanno avuto il loro effetto – scrive Di Meglio – Parole che hanno avuto il loro richiamo sui giornali, che hanno smosso (in parte) le autorità o, almeno, hanno iniziato a dare fastidio. Non è vero che dobbiamo stare zitti e muti. Non è vero. E’ vero, però, il contrario. E’ vero che il turismo e il turista si difende dal disservizio. Quando è proprio, evitandolo. Quando è altrui, invece, pretendendo rispetto e interventi rapidi”.

L’insegnamento da trarre da questi fatti, secondo il direttore del giornale ischitano è che “la lezione caprese è tutta ancora da imparare. E non è una questione di prezzi. Tutt’altro. E’ una questione di uomini”.