Bagarre al porto duemila sbarchi nel giro di un’ora

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Fonte: Metropolis

di Marco Milano

Duemila persone sbarcate a Capri in meno di un’ora, file e resse ovunque, con un ritmo da piena estate . L’isola azzurra, complice un caldo solleone ha aperto il secondo weekend di settembre con numeri e cifre molto simili ad agosto, mese tradizionalmente caratterizzato dal movimento turistico più elevato. E invece il clima mite, le temperature in deciso rialzo hanno spinto turisti e vacanzieri a concedersi un fine settimana assolutamente balneare, con  mise estiva, costume, infradito e lettino prenotato in qualche stabilimento o lido a pochi centimetri dalle azzurre acque isolane. Sarà che sono cambiati trend e flussi turistici, o che la conquista del tempo libero una volta limitata al turismo d’elite si è trasferita anche su masse e comitive, ma l’andirivieni sul porto di Marina Grande ieri mattina nulla aveva da invidiare ad un qualsiasi giorno del mese di agosto. Soltanto nella fascia oraria tra le 9 e le 10 del mattino, per esempio, da Sorrento, costiera e Napoli in meno di un’ora si contavano duemila teste. Duemila persone che in cinquanta minuti mettevano piede sulla terra di Tiberio per poche ore, un giorno o un fine settimana targato C apri. E proprio sulla prima categoria, quella degli escursionisti che si stanno concentrando maggiormente gli studi di esperti ed addetti a i lavori per riorganizzare il comparto e renderlo fruttuoso ma fruibile. Gruppi di turisti, soprattutto stranieri, infatti, arrivano sull’isola di buon mattino salvo lasciarla massimo per la fascia oraria tra le ore 15 e le 17. Tempi di poco più di un’escursione che non consentono ai vacanzieri di godere appieno di una località esclusiva ma dai tempi lunghi ed a vivere con un andamento lento come cantava Tullio De Piscopo. Lo sbarco (e il conseguente imbarco ) di massa non fanno il bene dell’isola, rendendo un contributo all’economia di pochi, a svantaggio di vivibilità, immagine e degli stessi introiti dei tanti che a fronte di un’isola presa d’assalto si trovano soltan ­to vittime di un’invasione.