Riecco la Capri – Napoli la tradizione resiste

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Fonte: Il Mattino

Fonte: Marco Lobasso

Molosiglio affollato per l’arrivo: dopo 36 km nel Golfo vince il ligure Bianchi al fotofinish. Alla Canottieri ex e nuovi campioni a fare il tifo anche il questore Giuliano

L’ EVENTO La tradizione della Capri-Napoli di nuoto resiste contro tutto e tutti. E come d’ incanto, in mille tra appassionati e addetti ai lavori si sono presentati al Molosiglio per assistere a uno spettacolo di sport unico nel suo genere.

E hanno scoperto che il nuoto di fondo italiano è tornato grande protagonista nel mondo, completando una doppietta di primi e secondi posti che non si era mai vista in passato. Dopo 36 km di battaglia nel Golfo ha vinto il ligure Andrea Bianchi (25 anni, Marina Militare, in 6h48’32) al fotofinish e per una manciata di centesimi davanti a Francesco Ghettini; nel femminile Barbara Pozzobon (7h25’31) su Alice Franco, sempre per una manciata di centesimi. Due arrivi incredibili, impensabili solo qualche anno fa. Ma il nuoto di fondo del terzo millennio è questo, la tradizione di fatica e imprese eroiche resiste, ma deve far conto con l’ evoluzione degli atleti, delle loro prestazioni, della tecnologia.

Buon sesto posto per il napoletano Marco Magliocca (Posillipo), che migliora ancora. È stata una piccola grande festa della Napoli sportiva alla Canottieri, una delle case del nostro sport, il circolo con più grande tradizione natatoria della città.

L’ ARRIVO Campioni ed ex campioni, istituzioni e dirigenti sportivi si sono ritrovati al club giallorosso per aspettare l’ arrivo della Maratona del mare, posto proprio davanti al circolo, ben visibile sia da via Acton sia dagli scogli e sia sulla terrazza del club. A seguire le fasi finali Il questore Alessandro Giuliano, l’ ex procuratore antimafia ed eurodeputato Franco Roberti, il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli, l’ assessore allo sport del Comune Ciro Borriello, il presidente Fin Campania Paolo Trapanese, il padrone di casa Achille Ventura.

L’ evento organizzato da Luciano Cotena, quest’ anno Trofeo Farmcosmo, è stato il primo di livello internazionale in città dopo l’ Universiade di luglio. E aspettando la Capri-Napoli, inevitabile, si è parlato del nuovo patrimonio impiantistico napoletano che potrebbe far svoltare l’ attività sportiva in città. «Ci riusciremo, non ho dubbi», ha promesso l’ assessore Borriello, mentre fioccano già le richieste di grandi eventi da organizzare a Napoli nel 2020: tricolori di scherma (già assegnati), di ginnastica artistica (al Palavesuvio) e di nuoto (alla Scandone) su tutti. Anche campioni ed ex campioni di nuoto hanno salutato l’ arrivo della Capri-Napoli: c’ erano Martina Grimaldi, che la Capri-Napoli l’ ha vinta nel 2013, Maurizio Castagna, che l’ ha conclusa due volte, Mario Sanzullo, alfiere della Canottieri, vicecampione del mondo della 5 km di nuoto nel 2017, che promette: «Faccio le Olimpiadi di Tokyo nel 2020, punto a una medaglia e poi, nel 2021 provo la Capri-Napoli. E spero di vincerla». Come non accade a un napoletano dal compianto Giulio Travaglio nel 1970.

LO SPRINT Resta negli occhi l’ arrivo allo sprint di una gara ormai 2.0, dominata da algoritmi e tecnologia, bella sì ma così diversa da quella pioneristica organizzata dal Mattino, negli anni 50 e poi dopo. Il tempo è passato, gli anni anche. Ormai le maratone Capri-Napoli si decidono in centesimi di secondo e dopo 36 km di gara, come ieri; si studiano le tattiche e non le correnti, si sta in gruppo come il ciclismo e non si allunga più con la forza delle bracciate e si fa lo sprint degli ultimi metri. Le grandi folle all’ arrivo non ci sono più. Resistono i mille appassionati del Molosiglio che fanno festa comunque, mentre in Litoranea non ci sono ragazzi napoletani a giocare a pallone, ma giovani asiatici che si divertono con il cricket. Oggi ultimo atto con le premiazioni finali a Castel dell’ Ovo. Il macedone Pop Acev festeggerà la vittoria della Coppa del mondo, i tempi dell’ Egitto e dei Coccodrilli del Nilo nel Golfo sono davvero troppo lontani.