Il fascino particolare della discreta Anacapri

0
1043

Fonte: Il Mattino

di Pietro Gargano

L’ appello di Geppy Gleijeses e i commenti successivi sono da condividere. Le più importanti strade della Capri «di sotto» assomigliano sempre di più ai percorsi di un aeroporto, con negozi di griffe internazionali.

Sono luoghi di chiasso e trash, soprattutto di notte. Ma i pur gustosi episodi negativi ricordati non riguardano «il paese di sopra», Anacapri, rimasto tranquillo. Non a caso, personaggi noti come monsignor Vincenzo De Gregorio e il compianto Francesco Durante sono rimasti molto legati ad Anacapri. Tanti i luoghi di particolare interesse, Monte Solaro con la seggiovia, Villa San Michele fatta realizzare da Axel Munthe, la Grotta Azzurra, il castello Barbarossa, il Belvedere della Migliara, la Casa Rossa, le chiese di Santa Sofia e di Santa Maria di Costantinopoli, l’ Eremo di Santa Maria a Cetrella, i Fortini, la Scala Fenicia, il Parco Filosofico, il faro di Punta Carena, Gradola, Casa Cernia di Luigi Cosenza, Villa Damecuta. Vi si svolgono manifestazioni importanti, in tranquillità e mai oltre la mezzanotte. Dunque, l’ altra faccia dell’ isola, con botteghe, artigiani, bar e ristoranti che non sono da meno rispetto al paese di sotto, alla quale si è riferito l’ amico Gleijeses.

L’ avvocato Rusciano, assessore liberale di lungo corso e studioso della storia di Napoli, ama Anacapri, la frequenta e la difende, giustamente. Capri ha un unico incanto – tornano in mente i versi di Majakovskij: «Col suo alone di fiori tutta l’isola è una donna in una cuffia rosa»,ma è un camaleonte, al di là dello stereotipo dell’aperitivo in piazzetta. Anacapri ha un’aria raccolta di paese, è schiva e riservata. Puoi incontrarvi Luchino di Montezemolo con la sporta della spesa. Tra sotto e sopra c’è la differenza che passa tra lo champagne millesimato e il limoncello fatto in casa. Scrisse Guido Piovene: «I capresi sono diversi dagli abitanti di Napoli per razza e dialetto;ma, nella stessa Capri, Capri è diversa da Anacapri, ed i due comuni rivali di questo microcosmo non parlano un dialetto comune». Al vostro malandato cronista Anacapri è specialmente cara perché gli ricorda Roberto Gianani, grande e perduto amico, creatore del Premio Bruno Lauzi, con premiazione-concerto in piazza. Musica di alto profilo e di sapore popolare, proprio come Anacapri cara all’amico Rosario.