Capri, torna il pilota che fece volare la Madonna

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

La Piedigrotta Tiberiana, la festa di metà settembre che celebra le radici contadine dell’ isola e la memoria dell’ imperatore romano che qui visse a lungo, avrà quest’ anno un particolare significato. Sono infatti passati quarant’ anni da quando il Monte Tiberio fu sorvolato da un elicottero della Marina americana, un Sikorsky RH-53-D, da cui pendeva un lungo cavo che teneva agganciata una statua in bronzo, alta quasi 5 metri e dal peso di undici quintali, che doveva essere collocata accanto alla chiesetta seicentesca di Santa Maria del Soccorso, che si erge sull’ altura, per sostituire quella precedente che era andata distrutta misteriosamente in una notte di tempesta. Per i capresi, i pescatori e i marinai era impensabile rivolgere lo sguardo in alto e non trovare più quell’ icona sacra a cui chiedevano protezione durante le loro uscite in mare.

E così il comitato che organizza il cartellone della Piedigrotta ha invitato a venire sull’ isola uno dei piloti dell’ US Navy, l’ italo americano Livio Capilla, allora trentenne, che faceva parte dell’ equipaggio del Sikorsky RH-53-D.

Capilla racconta ancora la vicenda con dovizia di particolari e con emozione ricorda l’ impresa a cui partecipò, partendo da Sigonella dove Livio faceva parte di un gruppo logistico speciale i cui elicotteri erano in appoggio alla VI flotta. «La richiesta dell’ operazione di Capri ci arrivò attraverso l’ ambasciata di Roma, poiché non esistevano in Italia altri elicotteri in grado di poter effettuare un simile trasporto a causa delle dimensioni e del peso che bisognava trasferire. Il mio gruppo si mobilitò subito, partimmo da Sigonella e atterrammo a Capodichino per il carburante, poi proseguimmo per Capri dove ci fermammo nel campo sportivo a Palazzo a Mare, dove già era depositata l’ altissima e pesante statua. Era il 26 agosto, iniziammo i sopralluoghi perché tutto doveva essere pronto per il giorno di Santa Maria, cioè il 7 settembre.

Ad aiutarci a imbracare la statua – prosegue Capilla – furono molti capresi e il comitato delle feste religiose di Santa Maria a Tiberio. Finalmente ci levammo in volo, che durò circa un’ ora, trainandoci il pesante carico; fu un’ impresa difficile, ai limiti dell’ impossibile, poichè si trattava di appoggiare il carico su un’ altura a 350 metri circa dal livello del mare e senza appoggi. Invece con l’ aiuto degli altri nostri compagni e di tanti capresi riuscimmo a depositare la statua tra gli applausi e la gioia dei fedeli che potevano riavere sulla cima del monte finalmente la loro Madonna».

Nell’ anno del quarantennale il pilota è tornato a Capri, dove è stato accolto dal parroco don Carmine Del Gaudio, dal coordinatore del comitato per i festeggiamenti della Piedigrotta Tiberiana Salvatore Ciuccio e da tanti capresi che parteciparono all’ evento, per essere presente alla cerimonia in onore della statua di Santa Maria del Soccorso che si svogerà oggi dopo la messa delle 18.30: ci sarà una benedizione della statua e poi una fiaccolata all’ interno di Villa Jovis e nel borgo di Tiberio, mentre un’ altra si terrà in mare, con una lunga scia di barche di marinai e pescatori che si fermeranno sotto la punta dove si erge la chiesetta seicentesca. Ieri sera invece si è ripetuta la tradizionale salita a Tiberio. Durante il percorso, tra gli assaggi della gastronomia tiberiana ovviamente non è mancato il nettare di Tiberio, cioè il tipico vino che nasce dalle vigne che si trovano nella zona più alta dell’ isola. Quest’ anno a dare manforte sono arrivati anche gli studenti dell’ Istituto Alberghiero Axel Munthe che hanno fatto sfoggio di tutta la loro bravura aiutando gli adulti a far apprezzare i piatti tipici del luogo. Poi l’ annuale show musicale, con la performance artistica di «Night Out», Quelli delle notti, seguita dal sorteggio dei premi dedicato ai piccoli partecipanti della Piedigrotta, per chiudere poi in bellezza con il cabaret di Peppe Iodice. E per non perdere la tradizione che va avanti da anni, a presentare la serata è stato chiamato Enzo Calabrese