Focus di Massimo Maresca: Settembrata – Festa dell’Uva Anacaprese 2019

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Focus

di Massimo Maresca

 

Settembrata: Festa dell’Uva Anacaprese 2019

 

 Ecco che una delle più importanti feste anacapresi, e di tutta l’isola, si è conclusa. La ben nota “Settembrata” anche quest’anno ha riscosso tanto successo non solo richiamando per le strade del paese tanta tanta gente, tra indigeni e oriundi, ma riproponendo in chiave “mostra vivente a cielo aperto” uno spaccato interessante dei primi del Novecento. Non è stato affatto difficile incontrare figuranti di ogni età passeggiare con indosso costumi storici e abiti confezionati rigorosamente a mano.

Abbiamo cercato di fare un po’ il punto della situazione e chiedere alla cara Virginia Amabile, Assessora alla Tutela delle Tradizioni e degli Eventi Folkloristici del Comune di Anacapri, di focalizzare tre punti che possano riassumere l’edizione 2019. Virginia, insediata a fine maggio scorso, si è ritrovata a dover gestire in prima linea, in collaborazione stretta con molti volontari, uno degli appuntamenti isolani più importanti quanto a tradizioni, folklore e trasmissione della storia locale.

«Stiamo ancora smaltendo le emozioni e la stanchezza di questa Settembrata che in un solo mese e mezzo siamo riusciti a mettere in piedi, qualcosa di veramente grande! Quindi per prima cosa ringrazio i dipendenti e tutti gli operai del comune, l’Anacapri Servizi, i vigili urbani, la protezione civile e soprattutto i numerosi volontari che da sempre danno tempo ed energia perché tutto risulti impeccabile», ha esordito l’assessora, indicando proprio nella collaborazione affiatata di tutti il primo elemento adamantino di questa edizione.

«In secondo luogo, elemento di grande rilievo è stata l’integrazione con la comunità cingalese presente sul territorio: un’integrazione che si è manifesta attraverso l’assaggio di una delle loro tipiche pietanze a base di riso dello Sri Lanka», ha continuato Virginia, evidentemente colpita dalla continua osmosi che negli anni si è andata a creare con la comunità proveniente dall’oceano indiano.

«Infine devo riconosce che tutti gli spettacoli serali sono riusciti, sempre col pienone, grazie a uno spettacolare Grakko che ha diretto il tutto con l’ausilio di alcune figure giovani dell’isola. Mi viene da dire con grande orgoglio: finalmente siamo riusciti a portare tanti giovani e ragazzi nelle nostre piazze!», ha concluso l’assessora, ricordando l’amore di Sal Da Vinci per la splendida Anacapri e di come sia stato delicato nell’inserire la località isolana nel suo Tour.

Ricordiamo che la festa dell’uva sorge nel 1923 per iniziativa di Emilia Gubitosi e di Franco Michele Napolitano, con l’obiettivo di far esprimere a residenti e non le proprie fantasie e «rinnovare le memorie del luogo, sfilare in antichi costumi per le strade e per i viottoli che in mille rivoli si diramano dalla cinquecentesca Chiesa di Santa Sofia esponendo nei loro cortili in puro ‘stile di Capri’ oggetti e arnesi antichi per il lavoro nei campi e per le lunghe serate d’inverno al caldo dei braciere» (cit. M. R. De Luca). La bellezza di vedere un paese intero che si mobilita, ricordando le sue origini, per realizzare un evento di tale portata ci spinge a riflettere, con le parole della scrittrice triestina Susanna Tamaro, sul fatto che «con i mattoni si costruisce, [ma] grazie alle radici si cresce».