Yacht in rada ed eventi del lusso per sostenere l’ isola che vive di turisti

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Fonte: Il Sole 24 Ore

di Vera Viola

Il mito che non tramonta mai: Capri vive anzi una stagione turistica di grande successo. «Da sei anni circa – racconta il presidente di Federalberghi, Sergio Gargiulo – registriamo un’ occupazione negli alberghi del 90% circa nei mesi estivi, contro il 75% degli anni precedenti». Gargiulo parla anche di un’ offerta ricettiva migliorata, di un turismo pari al 90% del Pil isolano e di eventi tanto importanti e prestigiosi «che solo Capri può ospitare!».

Sono di poche settimane fa l’ evento Ferrari che ha portato sull’ isola le più prestigiose e roboanti vetture e un gran numero di invitati luxury. O l’ evento clou della stagione, dedicato al decennale di Bulgari, con due cene stellate nella Certosa. E il recente party in stile Grande Gatsby per il compleanno di Lawrence Stroll, canadese magnate della Formula Uno, con Michael Douglas tra gli invitati. O, infine la notte d’ arte, moda e musica all’ Hotel La Palma organizzata dalla Dalì Universe.

Eventi importanti che si svolgono in alberghi simbolo dell’ isola. Come il Capri Palace di Anacapri, uno dei più prestigiosi, che proprio quest’ anno è stato acquistato dal fondo londinese Centricus attraverso la società European Hospitality Holding.

L’ operazione si è concretizzata a maggio: a vendere è stata la turca Dogus Holding, che aveva acquistato nel 2013 dalla famiglia Cacace. Anche l’ Hotel Capri è stato recentemente venduto a una proprietà italo-francese. Poche eccezioni, poiché nel panorama isolano gli albergatori restano, almeno finora, capresi doc.

Un’ offerta a cinque stelle di alberghi e ristoranti stellati e soprattutto il mito di Capri fanno sì che i turisti amanti del lusso di tutto il mondo almeno una volta sbarchino sull’ isola azzurra. Il Quisi Bar, sulle terrazze dell’ Hotel Quisisana, è il luogo di ritrovo del bel mondo, come ai tempi del Gran Tour. Mentre per chi ama circondarsi di opere d’ arte il Capri Palace Hotel ha 68 camere ciascuna dedicata a un artista diverso: Mirò, Kandisky, Magritte, Andy Warhol. L’ Hotel, situato ad Anacapri, ha anche una “fnestella” che affaccia dritto su Punta Campanella, offrendo lo spettacolo dei due golfi di Napoli e Salerno. «Gli Hotel a cinque stelle sono una decina – aggiunge Gargiulo di Federalberghi – un’ offerta di tutto rispetto e ancora in crescita. Presto se ne inaugureranno altri». Mentre anche le quotazioni immobiliari salgono a 12,7 mila euro a metro quadro nelle strade più prestigiose, portando l’ isola in vetta alla classifica italiana di Nomisma. «Dopo un calo del 30% dei listini dal 2008 al 2017 – dice Francesca Greco di Capri Immobiliare.it – avvertiamo una ripresa della domanda soprattutto da parte di capresi».

Lusso e prezzi alle stelle anche per lidi, locali notturni e commercio.

Poi c’ è il porto. Il molo turistico ha pochi posti e supergettonati, per i quali le liste d’ attesa si formano già nei mesi invernali. In particolare per i pochi posti per yacht da 50 metri, che si contano sulle dita di una mano, il prezzo arrivano fino a 30mila euro al giorno. Le barche ancora più grandi restano in rada. Per quelle più piccole c’ è maggiore capienza. Proprio in questi giorni sta avvenendo il cambio di amministrazione del porto. La vecchia governance della società comunale Porto turistico di Capri guidata dal presidente Augusto Federico ha lasciato il testimone alla nuova, scelta dalla giunta comunale appena insediata del sindaco Marino Lembo. La gestione Federico lascia in dote al Porto investimenti realizzati per 1 milione per rendere l’ area e lo scalo più green tanto da riuscire a ricevere la certificazione ambientale.

E lascia in cassa 5 milioni da usare come leva per attrarre altri finanziamenti. Per quali opere? «Il braccio di porto, o una pista di atterraggio che potrebbe essere molto importante per assicurare a turisti e residenti un rapido pronto soccorso« , conclude Augusto Federico. Intanto dal 2014 al 2018 il porto turistico ha visto raddoppiare gli utili da 1 a due milioni, e il margine operativo salire da 1,9 a 3,1 milioni. Ma c’ è altro. Il porto, quello degli aliscafi e dei traghetti, è il simbolo dei problemi non risolti e delle opere che in un’ isola è ancora più difficile realizzare. Ci sono ore del giorno, in estate, in cui il porto è un delirio di folla e confusione. Servizi, regolamentazione dei flussi, limitazioni ai pendolari, sono i temi con cui da decenni Capri si misura rimanendo sconfitta. La funicolare su cui si riversano tutti gli arrivati diventa un imbuto e, per chi vuole l’ alternativa, ci sono stradine strette e non in ottime condizioni. Questioni antiche e irrisolte. «Basterebbe distanziare gli accosti – dice il sindaco di Capri, Marino Lembo – finora non è stato possibile trovare un’ intesa con le compagnie di navigazione. Ma lo faremo.

Stiamo lavorando per migliorare i servizi pubblici che non possono essere tarati su 13mila abitanti ma su 3milioni di turisti annui». L’ ospedale dopo i tagli è ridotto a pochi reparti: a Capri non si nasce più.

Questioni irrisolte, come la breve stagionalità del turismo. «Lavoriamo ad una programmazione culturale che faccia da attrattiva turistica e che consenta anche una distribuzione dei flussi su più mesi», dice l’ assessore al turismo di Anacapri Manuela Schiano . «Capri ed Anacapri rappresentano due brand ciascuno con una precisa identità. Ma è necessario che presentino un’ offerta turistica integrata», dice Antonello De Nicola, esperto di comunicazione.

Alberghi, ristoranti e negozi chiedono che l’ isola si attrezzi per accogliere anche prima di maggio e dopo ottobre. «Per tutto l’ inverno Capri chiude – spiega Franco Senesi, titolare di due gallerie d’ arte “Liquid arte system” di Capri, Anacapri e una terza a Positano – questo è un problema per chi vive e lavora sull’ isola. E per questo motivo è anche difficile attrarre altri investitori».