Turista investito, il rifiuto del rianimatore e l’ intervento dopo la lite

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Fonte: Il Mattino

di Ettore Mautone

L RETROSCENA È in rianimazione al Cardarelli, in prognosi riservata, intubato (ma non in imminente pericolo di vita) Aurelio Mari Francisco, l’ uomo di nazionalità brasiliana rimasto vittima di un grave politrauma l’ altra sera a Capri.

Il soccorso è stato molto problematico per lui. La macchina del 118 da una ricostruzione dei fatti ha funzionato nei tempi giusti ma un’ avaria dell’ eliambulanza, che si è alzata dal Cardarelli, ha costretto al rientro del mezzo aereo e al ripiego sull’ uso dell’ idroambulanza dilatando così i tempi dell’ intervento.

Anche l’ utilizzo dell’ elicottero militare, pur consultato e richiesto in prefettura dalla centrale, avrebbe richiesto almeno 4 ore per il suo arrivo (e comunque sarebbe stato utilizzabile solo in mancanza di altre alternative). Il servizio di soccorso in emergenza e urgenza a Capri, da domani, per decisione del manager della Asl Ciro Verdoliva potrà contare su una seconda ambulanza del 118 attiva sulle 24 ore con infermiere e autista a bordo, in affiancamento a quella medicalizzata che già presidia il 118 sull’ isola. La terza ambulanza, disponibile in orario diurno (8-20) resta dedicata al trasporto secondario (che non rientra nelle attività del soccorso in urgenza pur essendo gestita dalla centrale operativa). I mezzi di collegamento con la terraferma sono come fino ad ora l’ elicottero che parte dall’ elipista della postazione del Cardarelli e l’ idroambulanza.

L’ AVARIA In base ai dati della centrale operativa del 118 il problematico soccorso a Capri dell’ altra sera parte alle 22,35 di venerdì con una allerta del medico di guardia dell’ ospedale Capilupi.

La richiesta è di un posto di rianimazione in una struttura dotata di neurochirurgia per un grave politrauma e trauma cranico e il trasferimento urgente in terraferma. L’ unico ospedale disponibile risulta il Cardarelli.

Qui alle 23,15 si provvede a trasferire un paziente della rianimazione all’ ospedale San Paolo, liberando un posto per il ferito di Capri. Alle 23,28 vengono completate le consuete operazioni preliminari per il decollo dell’ elicottero. Il rianimatore di Capri e quello deputato all’ elicottero restano in comunicazione in conferenza.

Alle 23,29 c’ è il primo intoppo. Il Capilupi contatta la centrale per chiedere di procrastinare il volo in quanto l’ ambulanza di Capri era impegnata in altro soccorso e indisponibile per il trasporto dall’ ospedale alla elisuperficie. Ma l’ ambulanza risponde che entro 5 minuti sarebbe tornata in ospedale. Arriva dunque il via libera al decollo dell’ elicottero alle 23,40.

Alle 23,55 il comandante comunica alla centrale un’ avaria in volo e l’ annullo della missione, con rientro all’ elisuperficie del Cardarelli. Il mezzo per essere riparato richiede alcune ore. Si ripiega dunque sull’ idroambulanza. Si contatta la direzione sanitaria del Capilupi e arriva anche il via libera per il viaggio a Napoli del rianimatore. Alle 2,10 il mezzo navale lascia il porto di Capri e giunge al molo Beverello alle 2,57: qui trova l’ ambulanza rianimativa dell’ Ospedale del Mare con a bordo il rianimatore dell’ elisoccorso.

LO SCREZIO Quest’ ultimo, nel tempo del viaggio dell’ idroambulanza, si rende protagonista di un duro screzio (registrato) con il responsabile di centrale, in quanto si rifiuta di raggiungere il porto sull’ ambulanza dell’ Ospedale del Mare che sarebbe passata a prenderlo al Cardarelli, ritenendo di essere consegnato alle funzioni dell’ elicottero. Il mezzo tuttavia è fermo per avaria e tutto quello che avviene è in sostituzione proprio di questo servizio momentaneamente in tilt. Solo dopo una allerta ai carabinieri e l’ avviso di denuncia all’ autorità giudiziaria il camice bianco, in base a quanto dichiarato dal responsabile di centrale, si sarebbe convinto a prestare il soccorso. Sarà avviata per questo la richiesta di un provvedimento disciplinare. Infine l’ arrivo al Cardarelli e il ricovero in rianimazione con l’ assistenza neurochirurgica. Una vera e propria odissea per un soccorso intralciato da cause di forza maggiore ma anche da alcuni intoppi evitabili.