Anacapri arriva Muti: dal libro alla vacanza

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Fonte: Il Mattino

di Donatella Longobardi

Chi è il direttore d’ orchestra?

Come si dirige l’ opera italiana? E Verdi? E poi tanta Napoli. Riccardo Muti dopo l’ autobiografia del 2010 e il saggio su Verdi – l’ Italiano, torna scrittore.

Racconta e si racconta in L’ infinito tra le note il mio viaggio nella musica. Un viaggio che lo porta il 30 agosto ad Anacapri, sulle terrazze a picco sul mare dell’ hotel Caesar Augustus (ore 19.30, ingresso libero), per presentare il suo libro di recente pubblicato da Solferino editore.

All’ appuntamento, realizzato in collaborazione con la RM Music e Librerie La Conchiglia, prenderà parte Francesco Canessa, ex sovrintendente del Teatro di San Carlo, amico personale del maestro nonché caprese doc. Per Muti una occasione per una breve vacanza sull’ isola, da dove manca da anni, dopo i concerti di Ferragosto a Salisburgo con i Wiener Philharmoniker e il Premio Speciale Viareggio, il 24 agosto. Una occasione speciale per parlare di musica e ascoltare dalla diretta voce del maestro la sua esperienza sul podio.

Naturalmente ci sarà spazio per sottolineare il rapporto strettissimo con Napoli, città in cui nacque nel luglio del 1941 per volere della madre napoletana, e con i musicisti che al conservatorio di San Pietro a Majella gli svelarono per primi i segreti delle note. Non a caso, il saggio di Muti, a cura di Susanna Venturi, si apre con una frase dettata da Vincenzo Vitale, docente di pianoforte, al compimento dei settant’ anni: «D’ ora in poi, voglio vivere solo di sfumature e delicatezze».

Sentimenti che portano ora Muti a testimoniare nel mondo l’ arte della direzione d’ orchestra anche nel rapporto coi giovani. In particolare quelli dell’ Orchestra Cherubini da lui fondata dieci anni fa, e con quanti sono ammessi ai corsi della sua Italian Opera Academy, a Ravenna e in Giappone, riservata a giovani direttori e maestri accompagnatori. Perché, scrive tra l’ altro Muti, «quello del musicista è un mestiere che si sceglie per passione, si potrebbe quasi dire che sia una missione: alla continua ricerca di una verità interpretativa, di una irraggiungibile perfezione».