Il Mito di Gorky rivive a Capri con la mostra Incantato dall’isola a Villa Lysis

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Anna Maria Boniello. Capri – Gorky in mostra a Villa Lysis, in quella che fu la dimora del Barone dandy Jacques Fersen, teatro delle stravaganze e delle licenziosità del suo eccentrico proprietario che si suicidò nella fumeria d’oppio mischiando cinque grammi di cocaina in una coppa di champagne. La villa, in stile Neoclassico, dedicata da Fersen alla Jeunesse d’amour, da oggi, e fino al 31 ottobre presterà il suo scenario alla raccolta iconografica proveniente dall’archivio della Casa Museo di Maksim Gorky a Mosca, presso l’Istituto di Letteratura Mondiale dell’Accademia Russa delle Scienze. Il tema della mostra è già racchiuso nel titolo “Incantato dall’isola. Maksim Gorky a Capri”. L’importante evento che sigla i rapporti d’amicizia tra la città di Capri e l’Associazione Premio Gorky, promotrice sull’isola nel mese di Maggio, del premio per scrittori e traduttori. La raccolta di foto, che è stata donata al Comune di Capri è un vero e proprio documento del passaggio sull’isola degli esuli russi che scelsero Capri come seconda dimora e laboratorio di idee e teorie rivoluzionarie, tanto da fondare la prima Scuola di Rivoluzione Bolscevica. E a volere l’omaggio di Capri a Gorky, lo scrittore “amaro” che venne conquistato dall’incanto e dalla bellezza dell’isola, è stato l’Assessorato alla Cultura e Turismo della Città di Capri, che in collaborazione con l’Associazione Premio Gorky ha organizzato l’evento ed allestito negli spazi di Villa Lysis la mostra che era stata allestita durante il Premio Gorky negli spazi aperti della Certosa di San Giacomo. La singolarità di queste immagini, che ripercorrono gli anni dell’esilio di Gorky a Capri, traspare nell’originalità delle pose: veri e propri tableaux vivant, episodi di spettacoli buffi, giochi inventati da Gorky ed i suoi ospiti capresi, tutti esponenti di spicco dell’intellighenzia russa di quegli anni, che a Capri si lasciavano prendere da una libertà totale proprio come si viveva nell’isola trasgressiva di quegli anni. Nelle foto si intravede il Gorky attore, il Gorky intellettuale, trasgressivo o romantico, o melanconico. Ma quello che più appare dalle foto che sicuramente saranno ammirate dalle centinaia di turisti che saliranno a Villa Lysis è l’uomo semplice legato fortemente al popolo. Un uomo tenace e fermamente convinto nei suoi ideali di cambiamento del mondo e di una società che allora gli appariva fortemente ingiusta. Sul frontespizio del catalogo della mostra i curatori hanno voluto scrivere una frase tratta da un suo testo che Gorky scrisse a Capri “Sono sempre stato una persona allegra e ritengo che la capacità di ridere è la migliore qualità dell’uomo.” Una frase che mostra un Gorky diverso da come lui si definiva “scrittore amaro”, Gorky, infatti era lo pseudonimo di Alexei Peshkov, in russo sta a significare proprio amaro. Un’amarezza forse che fu lenita dal fascino dell’isola di quegli anni duri dell’esilio, e che invece, secondo quanto scritto da lui stesso quando rientrò in patria, era una terra che non riusciva a togliersi dal cuore, tanto che a distanza di anni decise di farvi ritorno. Il regime però glielo impedì, e Gorky poteva ammirare solo la sagoma dell’isola guardandola da Sorrento. E oggi a distanza di circa un secolo Maxim Gorky con una mostra torna a Capri.