Capri, ore 9: biglietti finiti scoppia la rivolta

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Fonte: Il Mattino

di Anna Maria Boniello

Troppi arrivi nel weekend: è questa la ragione per la quale già ieri mattina alle 9 la Caremar ha dovuto affiggere alla biglietteria il cartello di tutto esaurito per la corsa del ritorno a Napoli delle 20.05, ed è questa la ragione che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Capri Marino Lembo. «Siamo arrivati al punto limite attacca Lembo addirittura Snav e Nlg per smaltire la folla di passeggeri in attesa di tornare sulla terraferma hanno dovuto effettuare tre corse straordinarie. Il sistema Capri sta scoppiando e l’eccesso di arrivi mette a rischio l’incolumità sulle banchine». Lembo ha una sua idea sulle responsabilità: «È stato un grave errore la recente approvazione del piano accosti, avvenuto in Regione alla presenza delle sole Compagnie di navigazione e senza rappresentanti dei due Comuni dell’isola. Bisogna capire una volta per tutte che questa situazione fa male a tutti: ai nostri residenti, a chi soggiorna negli alberghi di Capri e agli stessi turisti pendolari, che vengono sottoposti a uno stress inaspettato invece di godersi quella che speravano fosse una piacevole giornata di vacanza».
IL VERTICE A placare gli animi è giunta, in serata, la notizia della convocazione di un incontro, mercoledì prossimo in Commissione regionale trasporti, proprio sul Piano accosti, al quale parteciperà l’assessore comunale ai Trasporti marittimi Paola Mazzina. È stata una domenica di rabbia e sconcerto anche per il presidente della Federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo, che per primo aveva segnalato i disservizi al Molo Beverello parlando di notevole danno di immagine sia per Capri che per la stessa Napoli. «Ora basta – sbotta il leader degli albergatori capresi – quanto accaduto in queste ore è inaccettabile. Impedire a un passeggero di poter partire è un’autentica assurdità. Scopriamo che nei nuovi accordi il principio della continuità territoriale non esiste per cui possiamo considerarci equiparati a carcerati. Invece dobbiamo avere la libertà di decidere quando partire. Un tempo per i residenti la biglietteria era aperta fino a dieci minuti prima della partenza della corsa, oggi non è più così. Non è pensabile che l’utente si imbatta in un cartello che annuncia la chiusura delle vendite per la corsa serale con un anticipo di ben undici ore», sottolinea Gargiulo, con riferimento all’episodio del «soldout» che ieri mattina alle 9 ha lasciato di stucco i turisti intenzionati a ripartire la sera. Peraltro per comprare i biglietti utili per la corsa successiva, quella delle 22, è stato necessario attendere che l’addetto alla biglietteria rientrasse dalla pausa pranzo, dopo le 12.30.
I DISAGI Gargiulo mette inoltre in evidenza che la vendita online non serve a niente se poi bisogna fare comunque la fila per ritirare il biglietto. «A cosa serve? A incassare i diritti di prevendita? Nell’epoca dell’e-commerce e delle app sul telefonino non esiste una procedura più veloce per consentire al passeggero di acquistare materialmente il titolo di viaggio?». Altra nota dolente è lo scarso numero di addetti, sia ai botteghini che agli imbarchi: «A fronte di un considerevole aumento di passeggeri, soprattutto a Napoli gli operatori allo sportello non sono quasi mai in numero sufficiente e quindi le file si allungano con i passeggeri che rischiano di perdere l’imbarco. È difficile giustificare questo caos e questi disservizi non imputabili a noi quando arrivano i clienti in albergo».