Caso Sippic, preoccupazione sull’isola azzurra per il paventato stop alla centrale da parte della Procura

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Anna Maria Boniello. Capri – Il sequestro bis che potrebbe portare alla chiusura definitiva della centrale elettrica di Capri, palesato dalla Procura della Repubblica, che ha intimato di eseguire i lavori di adeguamento agli impianti entro e non oltre la data del 15 Luglio, ha provocato sull’isola un vero e proprio terremoto, ed ieri il caso è stato oggetto di dibattito del Consiglio Comunale, dove il Sindaco ha posto l’argomento all’attenzione del consesso civicoE potrebbe diventare un vero e proprio caso unico in Italia, con la chiusura della centrale, tanto che il Procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore ed il Sostituto Procuratore Federico Bisceglia hanno inviato la comunicazione anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ed al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, al Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, al Prefetto di Napoli Andrea De Martino ed al Presidente della Regione Stefano Caldoro ed ai Sindaci dell’isola Ciro Lembo Franco Cerrotta ed al Commissario Straordinario Nando Pasquali, sino all’Avvocato Generale presso la Corte di Appello Luigi Mastrominico. Un coinvolgimento di tutti gli enti interessati, voluto dalla Procura, nel caso si arrivasse al 15 Luglio senza che siano stati ultimati i lavori. Le violazioni riscontrate dal Magistrato, dalla data del primo sequestro nel Dicembre 2009, riguardano gli scarichi di acque industriali a mare, le trascrizioni nei registri di carico e scarico di materiali o rifiuti speciali, sino alla violazione dei valori limiti di emissioni dei fumi relative al generatore di emergenza. Erano questi gli adeguamenti richiesti dalla data del primo sequestro, dove il Gip accolse la facoltà d’uso per consentire il funzionamento della centrale e l’avvio dei lavori. Lavori, secondo la decisione presa dalla Procura giovedì, che non sono stati ultimati e da qui l’ultimatum per adeguare gli impianti. Da qui l’ultima decisione del Magistrato a revocare la facoltà d’uso e richiedere al Gip l’esecuzione del sequestro con l’interruzione dell’attività della centrale di Marina Grande. E di questo si è parlato ieri in consiglio comunale dove sono stati votati ben due ordini del giorno, il primo presentato dalla maggioranza che ha avuto il voto di dieci consiglieri appartenenti all’amministrazione guidata da Ciro Lembo, dove veniva invocata l’estromissione definitiva della Sippic Spa e la nomina di un commissario con poteri reali per poter procedere alla revoca della concessione alla società a produrre e distribuire l’energia elettrica, ovviamente salvaguardando l’attuale forza di lavoro. L’ordine del giorno proposto dai gruppi di minoranza, che vedono i rappresentanti dell’Onda, di Per Capri e di I capresi per Capri, che hanno votato di eliminare la centrale Sippic dall’abitato di Marina Grande e di approvare un progetto completo per la sostituzione dell’attuale sistema di produzione e distribuzione dell’energia elettrica a Capri e di avviare tutte le procedure per accelerare l’iter burocratico.

 

Le Associazioni.

Reazioni e polemiche sull’isola dopo l’ultimatum della Procura alla centrale Sippic. Prima reazione da Legambiente Capri, che ha diffuso una nota in cui dichiara : Ora basta, intervenire con strategie serie e concrete per risolvere una telenovela infinita: commissariamento reale dell'intera struttura” Posizione netta anche da  Marevivo, : “altro che black out e centrale Sippic, Capri sfrutti la sua ricchezza : sole, vento e mare. Capri potrebbe rappresentare un modello di eco sostenibilità grazie all’utilizzo di energie rinnovabili. L’associazione Marevivo, insieme ad Enea, Ministero dell’Ambiente ed al GSE e l’Università la Sapienza ha lanciato da Capri il progetto ‘sole vento e mare’ con l’obiettivo di incentivare le fonti energetiche rinnovabili”

 

 

Preoccupazione anche da Federalberghi di Capri : “ Riguardo l’ipotesi di interrompere l’attività della Centrale elettrica dell’isola di Capri dal prossimo 15 luglio, siamo preoccupati per l’ulteriore danno d’immagine e materiale che questa situazione verrebbe a creare, alla luce anche della terribile condizione dei rifiuti nella nostra Regione. Auspichiamo che il Governo proceda in tempi brevi all’approvazione delle giuste richieste fatte dalle due Amministrazioni dell’isola verso le quali la nostra Associazione nutre piena fiducia.”

 

Il Sindaco

Il sindaco di Capri Ciro Lembo a conclusione di un consiglio comunale fiume ha ufficializzato la politica dell’amministrazione comunale da lui presieduta. “La nostra linea è chiara sin dal 2007 quando in Consiglio Comunale votammo una delibera che venne approvata all’unanimità dalla maggioranza, in cui chiedevamo di essere collegati alla rete dell’energia elettrica nazionale. E’ da quella data “ dice il primo cittadino “che già intravedevamo le problematiche relative all’impianto della centrale. In seguito, visto lo stato della situazione, ci siamo appellati all’avvocato penalista Claudio Botti per tutelare gli interessi della cittadinanza e della popolazione che vive intorno alla centrale. E da quella denunzia che sono scaturite tutte le inchieste e le indagini della Procura che probabilmente ha ritenuto giuste le nostre osservazioni sino ad arrivare al sequestro del 2009, con la concessione d’uso, per consentire alla società di avviare un piano di ammodernamento ed adeguamento della struttura. Probabilmente non è stato dato seguito alle indicazioni date dal Magistrato, ed oggi in piena estate ci ritroviamo nuovamente con un problema che rischia di avere conseguenze gravissime.”