Guerra per la Certosa, Il sindaco: «Traditi»

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Fonte: Il Mattino – Cronaca Napoli

di Anna Maria Boniello

Il Comune rifiuta il protocollo: «La bozza non è stata concordata»

Il Polo museale: «Il chiostro? con Bulgari regolare contratto»

IL CASO

Il Comune di Capri non ci sta e rompe i rapporti con il Polo museale. Al centro della polemica, la gestione della Certosa dopo che la scuola- Cronaca  di danza è stata costretta ad organizzare ad Anacapri il saggio di fine anno per la indisponibilità del chiostro, da dove non sono ancora stati rimossi i materiali utilizzati per la serata di gala organizzata da Bulgari lo scorso 11 giugno.

Ieri, il sindaco Marino Lembo ha riunito la giunta per decidere in quali location di proprietà del comune (parchi, giardini, auditorium e sale) ospitare le manifestazioni estive già programmate nella Certosa, il più importante complesso monumentale dell’ isola gestito dal Polo Museale, il rapporto con il quale era regolato da un protocollo scaduto lo scorso dicembre. Già la precedente amministrazione si era preoccupata di rinnovare l’ accordo e aveva chiesto al Polo di predisporre un disciplinare. Il documento, tuttavia, non è stato ancora sottoscritto anche se il 13 giugno Lembo e l’ assessore ai Beni monumentali Paola Mazzina avevano incontrato il direttore della Certosa per trovare un’ intesa sulle norme che fossero valide sino al 31 dicembre 2020.

LE DATE

Fu quel 13 giugno che il Comune venne a conoscenza del fatto che il chiostro grande e l’ intera Certosa erano stati concessi in uso a Bulgari per un evento privato e che pertanto non sarebbe stato possibile utilizzare il complesso sino alla data di smontaggio delle strutture, data fissata per il 20 luglio. «Capri e i capresi – spiega Lembo – sono assolutamente favorevoli a questo tipo di eventi.

Tuttavia, poichè erano già state calendarizzate alcune manifestazioni, avevamo offerto la nostra disponibilità per rimuovere le installazioni, rendere il chiostro agibile in tempi rapidi e consentire l’ esibizione dell’ annuale saggio di danza». Il saggio, per la cronaca, è in programma ieri e oggi.

Il 5 luglio Lembo scrive al direttore del Polo museale per coordinare le attività in attesa del protocollo. «Ma l’ 8 luglio, a due giorni dal saggio, è arrivata al Comune – racconta il sindaco – una bozza di accordo redatta unilateralmente che non teneva in nessun conto quanto da noi richiesto. Un tradimento». Anzi, Lembo rivela che, nonostante le rassicurazioni ricevute, nella lettera di accompagnamento alla bozza, il Polo museale «annunciava che per ragioni amministrative le manifestazioni programmate potranno avere luogo solo dopo la firma del protocollo e non prima del 20 luglio». Ovvero, la data entro la quale Bulgari dovrebbe lasciare la Certosa, così come conferma il Polo museale, che fa anche sapere che la maison di alta gioielleria ha sottoscritto un contratto che prevede il pagamento di un canone e l’ impegno a restaurare parti del chiostro.

Una doccia fredda per il Comune che è stato costretto a spostare il saggio e che, a fronte di una somma di 50mila euro che aveva deciso di versare al Polo Museale, si è ritrovato a propria insaputa nella bozza del protocollo specifici articoli che chiedevano il pagamento delle utenze per ogni singola manifestazione, le spese da pagare al personale per le ore eccedenti il normale orario di lavoro e, cosa ritenuta più grave, l’ obbligo per «il pubblico che prenderà parte agli eventi» di «acquistare un biglietto di ingresso al museo di un euro». Una norma mai inserita nei precedenti accordi e che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco e tutti gli amministratori che pure avevano dimostrato tutta la propria disponibilità verso il Polo museale impegnandosi a rimettere in sesto il viale di ingresso alla Certosa.

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