Focus di Massimo Maresca: Il papa a Napoli per la questione mediterranea

0
332

Focus

di Massimo Maresca

 

Il papa a Napoli per la questione mediterranea

 

Ieri Papa Francesco è stato a Napoli. È già la seconda volta che il pontefice si fa accompagnare nella città partenopea, ma il motivo non sta nel fatto che magari può nutrire simpatia per i napoletani. Ciò che l’ha spinto ad approdare sulle sponde del “paese del sole” è la questione del Mediterraneo. Come sempre la sua moderazione nei contenuti è stata al limite, rivolgendosi soprattutto ai docenti e agli studenti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, l’istituto accademico che l’ha ospitato per il convegno. Contenuti che dovrebbero principalmente far pensare.

Sembra essere questa la prima cosa da tener presente: pensare al Mediterraneo, a ciò che è o rappresenta, al suo significato. L’azzardo del convegno, che l’ha tenuto come principale relatore, è stato proprio guardare a questo nostro mare come luogo di incontro e di relazione, come luogo inevitabilmente anche di scontro. Sì, perché quando ci si incontra è possibile che ci si scontri. Tante, troppe le motivazioni che rischiano come sempre di spingere ognuno a trovare slogan plateali o soluzioni alla buona che non sanno di risoluzione.

Il Papa ha usato parole precise, puntuali. Non se ne è andato per vicoletti che puzzano di intellettualismi. Ha messo in guardia tutti, in particolar modo coloro che hanno responsabilità a ogni livello e grado: «Rifiutare ogni tentazione di riconquista e di chiusura identitaria»… Parole che per capirle rischieremmo di perderci davvero in troppi discorsi ma che sicuramente fanno emergere ancora una volta il leit motiv di questo pontefice: restare aperti.

È faticoso restare aperti, soprattutto quando sembra che qualcuno venga a derubare ciò che egoisticamente percepiamo come nostra esclusiva proprietà, una dote che però concediamo molto facilmente per conquibus, cioè ad ospiti danarosi disposti a versare soldi, sentendosi poi inevitabilmente padroni dei nostri mari e della nostra terra. È faticoso d’altra parte restare aperti quando magari scopriamo che siamo noi a dover sborsare importanti energie economiche e sentirci, come Bel Paese, entrare in un vortice che ci risucchia giù, come fossimo una nazione imparentata allo scemo del villaggio… La questione è complicata, spinosa e facilmente strumentalizzabile.

Ecco. Papa Francesco ha intimato con forza di stare attenti alla comprensibile chiusura che nasce dalla paura di perdere capra e cavoli, e di parlarne sempre e comunque, impedendo di far cadere nel dimenticatoio di discorsi leggeri una questione che vede un bel po’ di persone arrivare dal mare e che ogni giorno ci mette di fronte a delle scelte, anche se non direttamente in prima persona.