La Certosa di San Giacomo: tra cinema e storia

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di Luigi Cacace

La Certosa di San Giacomo è uno dei monasteri più antichi dell’isola di Capri: edificato nel 1371 da Giacomo Arcucci, nel corso degli anni ha avuto molte funzioni, da monastero nel XVI secolo a caserma e ospizio nel 1800, fino a diventare, nel 1975, sede del museo di Diefenbach, morto sull’isola nel 1913. La struttura, che è luogo d’interesse di 50 mila turisti all’anno circa, è divenuto anche luogo d’ispirazione artistica per Mario Martone, regista del film Capri-Revolution.

Karl Wilhelm Diefenbach era un pittore tedesco che fu anche un pioniere del nudismo, movimento che legava ancor di più l’uomo con l’ambiente, con abitudini alimentari e la nudità. Il film si ispira al suo stile di vita, nonostante sia ambientato un anno dopo la morte dell’artista. Martone ha deciso di realizzare il film dopo essersi recato a Capri in occasione di un festival di cinema, dove ha avuto la possibilità di visitare la certosa ed ha potuto ammirare le varie opere esposte. Questa operazione ha portato nuova attenzione sull’isola come luogo di grande suggestione cinematografica, nonostante le scene del film siano state riprese anche nelle località cilentane.

Capri, come si può intuire dal film, diventa, agli inizi del Novecento, un luogo di interesse per vari artisti del Nord Europa, in cui intraprendere una nuova vita: nel film si parla di un gruppo di giovani che fondano sull’isola campana una comune che si rifà molto alle idee espresse da Diefenbach; una società basata su principi collettivistici tra cui un’alimentazione vegetariana, un rapporto stretto con la natura selvaggia e, soprattutto, il nudismo. In quegli anni l’isola diventa una grande fonte d’ispirazione per l’artista, il quale dedide di abitarvi per il resto della propria vita. Queste le sue parole: “Capri mi basterà per tutta la vita con queste aspre rupi che adoro, con questo mare tremendo e bellissimo benché, è in verità, io soffra il martirio del boicottaggio dei miei connazionali che venendo qui muovono contro di me vergognose accuse di immoralità ed empietà”. Nel film si contrappone il nudismo (movimento privato) al socialismo (movimento pubblico, collettivo), il tutto ambientato con l’avvenimento della prima guerra mondiale, dove avvengono vari contrasti, come il rifiuto alle armi e l’utilizzo di terapie naturali o artificiali. Tra le varie visioni ideologiche adottate dal pittore, ritroviamo anche alcune che si riflettono in visioni tutt’oggi molto comuni, come il vegetarianismo, che però, ha motivazioni che sono cambiate nel tempo. Mentre per l’artista tedesco questo movimento si basava maggiormente su principi etici, oggi il vegetarianismo viene adottato quasi unicamente per motivi salutari e/o ambientalistici.

Con la figura di Diefenbach, Mario Martone riesce a riportare in auge un personaggio in grado di far creare riflessioni al pubblico sulle ideologie antropocentriche del suo e anche del nostro tempo, e su un mondo basato sul credo del dominio della forza, del materialismo e della negazione dell’unità cosmica che, insieme alla propensione dell’indefinito, veniva affermata dall’artista nelle sue numerose opere.