La Certosa di San Giacomo, alla scoperta del Museo Diefenbach

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di Davide Diana

La Certosa di San Giacomo è uno dei monumenti architettonici più importanti e antichi di Capri. La struttura della Certosa fu edificata nel terzo quarto del Trecento grazie agli auspici del conte Giacomo Arcucci. L’impianto iniziale, poi soggetto nei secoli a profondi cambiamenti, presentava la classica partizione funzionale alla vita cenobitica: un’area destinata alla clausura e l’altra ai servizi, nel caratteristico stile tardo romanico che accomuna gli edifici isolani del periodo. La sua storia affascina ogni giorno centinaia di turisti che sono colpiti sia dalle opere contenute al sue interno sia dalla sua struttura architettonica. I suoi 50 mila turisti annui sono attratti in particolar modo dal museo di Diefenbach. Dal 1974, a Capri è stato dedicato un museo alle sue opere e ai suo dipinti. Karl Wilhelm Diefenbach è stato un pittore e utopista tedesco. Durante la sua vita (Hadamar, 21 febbraio 1851 – Capri, 15 dicembre 1913) intraprese un viaggio spirituale e fu colpito da Capri, allora chiamata anche isola della luce. A Capri, nei primi del ‘900, transitarono molti artisti provenienti dal nord Europa e ognuno di loro fu colpito dalla bellezza dell’isola. Diefenbach era un sostenitore della teosofia, del nudismo e del movimento pacifista. Perseguì ideali di riforma sociale professando un complesso di idee, delle quali facevano parte una condotta di vita in armonia con la natura, l’alienità a qualsiasi religione (sebbene egli fosse un seguace della teosofia), la pratica di una dieta vegetariana. Questi pensieri emergono anche nei temi delle sue opere. Un quadro molto significativo da lui realizzato è intitolato “Non uccidere” e ritrae un uomo durante la caccia che viene fermato da un Dio durante l’uccisione di un cervo. Un’altra innovazione da lui portata a Capri è l’utilizzo dell’acqua con materiali naturali come ad esempio la sabbia e il pietrisco che rendevano i suoi dipinti più scuri e significativi. Un tema ulteriore presente nei dipinti di Diefenbach è la musica. Nelle 31 tele raffigurate alla Certosa egli sottolinea l’amore per la musica, un amore sottolineato da alcune delle sue tele. Una delle tele che più esprime questo rapporto è quella chiamata “Musica Mistica” in cui si nota una figura che sembra resuscitare grazie al suono di un violino. Nelle altre tele invece viene raccontato il rapporto con Capri, ritratta nei suoi paesaggi e scorci panoramici in cui la natura è assoluta protagonista. Oltre alla tele, Diefenbach, crea anche 5 sculture di gesso. Una tra le più importanti è il modellino di Capri di quell’epoca. Diefenbach non fu l’unico artista ad aver lasciato il proprio segno presso la Certosa di San Giacomo. Fra le opere rimaste vi è un affresco del XIV secolo, opera del pittore fiorentino Nicolò di Tommaso della scuola di Giotto. Il suo affresco rappresenta la storia della fondazione del monastero certosino, dove il è rappresentato il Conte Giacomo Arcucci che porge in dono un modellino della Certosa alla Madonna e sull’altro lato la regina Giovanna I D’Angiò che commissionò la costruzione del monastero.