Minori e Migrazioni

0
237
Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

di Fiammetta Tortoriello

Il giorno 24 maggio, noi ragazzi della terza Liceo scientifico, ci siamo recati all’Università Parthenope per assistere a un seminario sui “minori stranieri non accompagnati”.
Ad accoglierci sono stati il professor Pascali e la professoressa Grassi. Quest’ultima ci ha subito illustrato i punti di forza della Parthenope, un’ Università di Napoli con diversi indirizzi,  parlandoci  del loro libro: “Napoli e le migrazioni del Mediterraneo”, in cui trattano il problema delle migrazioni trasformandolo in risorsa. Dopo alcuni consigli di giovani studenti che ci hanno incoraggiato a intraprendere un percorso universitario consapevole, la dottoranda Collarile ha introdotto l’argomento in maniera semplice e concisa.
Non esiste una definizione univoca di minori stranieri non accompagnati, ci è stata così fornita la definizione di minorenne: “Persona che non ha ancora raggiunto la soglia della maggiore età, che ha cioè meno di diciotto anni (in Italia) e quindi è ancora, giuridicamente, priva della piena capacità di agire.” Il minore straniero non accompagnato è quindi un minorenne che non possiede né cittadinanza italiana, né europea ed è privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori. Perché quindi questi minorenni sbarcano in Italia? Per motivi economici, perché sfruttati da organizzazioni, per ricongiungersi con i genitori, perché sono “anchor children” o perché sono passanti.

Solo nel 2017 è nata una legge per la tutela dei minori stranieri, la n. 47.
Questa legge stabilisce: il divieto di respingimento, il colloquio e l’identificazione e le indagini familiari del minore; successivamente il ragazzo viene affidato a un tutore, ottiene il permesso di soggiorno e l’affido ai servizi sociali.
Annarita Iannelli, responsabile della comunità educativa “La gabbianella e il gatto” di Benevento, ci ha chiarito la funzione dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e dei colloqui di identificazione che possono avvenire anche con un mediatore.

Ci sono state fornite anche delle statistiche in cui si legge che in Italia siamo 66 milioni, di cui 7 milioni sono immigrati e di questi 1 milione sono clandestini. I numeri che però ci hanno più sconvolto sono stati quelli dei minori: 8500 circa sono i minorenni presenti e censiti, 4324 sono invece i minorenni irreperibili.
L’incontro si è concluso con 2 storie, quella di Moustafa e di Mahadi .
Il primo è un ragazzo egiziano di 20 anni sbarcato da solo nel 2016 dopo 11 giorni in mare. Non ci ha nascosto che è stato difficile abituarsi a una nuova cultura ma che ora è perfettamente integrato e lavora come educatore per la comunità “La gabbianella e il gatto”. Moustafa vorrebbe diventare un avvocato, non in Italia bensì nel suo Paese, spera infatti di poterci tornare e rivedere la sua famiglia.
Dopo è stato il turno di Mahadi, un ragazzo africano di 17 anni che studia, parla 4 lingue e gioca a calcio. Anche lui come Moustafa ha viaggiato per due settimane in mare con centinaia di persone, che non ha più rivisto, con cui aveva però stretto un rapporto. Alcuni non ce l’hanno fatta ma lui non avrebbe potuto aiutarli, perché se salvi qualcuno, in quelle circostanze, significa che non salvi te stesso. Mahadi è partito da solo dopo 6 mesi di prigionia in cui ha dovuto lavorare per potersi permettere il viaggio e la speranza di ricominciare una nuova vita.

Abbiamo lasciato l’università con questo messaggio, lasciatoci dai docenti: “Ognuno crede di poter giudicare se stesso”. Ognuno è eguagliato a un altro, ognuno crede di sapere cos’è giusto e cos’è sbagliato.