Capri tra turismo e isolamento

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di Fiammetta Tortoriello

Capita spesso di fermarsi a pensare a quanto ci si possa sentire soli su un’isola come Capri, eppure si è circondati quasi sempre da turisti e persone di ogni parte del mondo. Troppo spesso però non si è pronti a socializzare con il prossimo o a capire cosa abbia spinto le persone a visitare questo posto. Per cui siamo andati in giro per le strade di Anacapri fermandoci alla Villa Axel Munthe che, con la sua suggestiva sfinge, è uno dei posti più visitati dell’intera isola.

Abbiamo cercato di intervistare diverse coppie e gruppi di turisti e tutti all’inizio si sono dimostrati quasi attoniti dal nostro giovane interesse per le loro storie, non prendendoci sempre sul serio a causa del poco tempo di cui disponevano.

I primi che abbiamo ascoltato sono stati Maria e José, una coppia di argentini con origini italiane. I signori hanno visitato prima la Sicilia, ammirando Taormina, Messina e salendo persino sull’Etna. La signora Maria mentre descriveva Capri aveva uno sguardo di adorazione ed è stato divertente poter parlare con lei anche in italiano. Queste le sue parole: “In Argentina quest’isola è vista come un Paradiso e dopo 15 anni il desiderio di tornare in Italia per la coppia è stato grande.” I due signori sono tornati a casa con qualche bottiglia di limoncello e con un ricordo speciale in più. 

Subito dopo abbiamo incontrato un’altra coppia di signori americani con cui ci siamo cimentati nell’inglese. Avevano visitato il Parco Augusto, Anacapri e trascorso una giornata in barca. Erano un po’ stanchi, ma quando gli abbiamo chiesto di esprimere un sentimento che avevano provato non hanno esitato a rispondere:”happiness – felicità”. È stata una delle pochissime coppie che abbiamo incontrato che sono state a Capri per una settimana.

Poi è stato il turno di tre ragazze francesi, ventiquattrenni ed energiche. Dopo solo mezz’ora che erano arrivate sull’isola avevano compreso la sua bellezza e incuriosite ci hanno anche posto alcune domande. C’è sempre un certo interesse nel capire la vita degli isolani che è lontana dalla “libertà” delle città, quella libertà che tanti giovani capresi bramano. Ci hanno chiesto che indirizzi scolastici ci sono, quante volte al mese andiamo sulla terraferma ma soprattutto com’è vivere su un’isola. Abbiamo risposto che per vivere su un’ isola tranquilla come Capri bisogna essere molto aperti e liberi mentalmente. Abitare in un ambiente come questo è un onore e un privilegio ma anche una responsabilità e un peso alle volte. È incantevole poter vivere in un luogo così meraviglioso però dobbiamo prendercene cura e custodirlo. Ciò non significa che non ci sono anche dei lati negativi: le informazioni o le novità arrivano tardi, ci si sente avvantaggiati e quindi si diventa passivi e soprattutto durante il periodo estivo quel tanto amato turismo giornaliero diventa causa di affollamento dei mezzi di trasporto pubblici.

Infine abbiamo parlato con una coppia di italiani: romani, giovanissimi, che avevano visitato Pompei e che a pranzo avevano mangiato solo un gelato.
È stata un’esperienza divertente e diversa anche se è risultato un po’ complicato fare domande a chi di Capri aveva visto solo il porto, a chi di Capri non ha conosciuto la storia, a chi di Capri non ha assaggiato i sapori e a chi di Capri non è riuscito ad apprezzare completamente la straordinarietà.