Inquinamento ambientale e Turismo, anche a Capri si cercano nuove soluzioni

0
842

di Luigi Cacace

Un argomento molto attuale oggigiorno è l’inquinamento ambientale, che sta spingendo masse di persone a formare associazioni e cercare rimedi prima che gli effetti (devastanti) possano scatenarsi sul nostro pianeta.

Varie sono le conseguenze dell’inquinamento per la nostra Terra, ma ancora non si è riusciti a fare un passo avanti, per avviare un sostanziale cambiamento delle nostre abitudini, che salverebbe noi e le generazioni future.

Secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, gruppo intergovernativo sul cambiamento globale) se la temperatura continuerà ad aumentare con il ritmo di 1.5°C, entreranno in azione vari meccanismi irreversibili che potranno rendere questo aumento incontrollabile. Tra le cause c’è anche il turismo che, secondo uno studio delle università di Sydney e Qeensland, è responsabile di un decimo dell’inquinamento delle emissioni di gas serra.

 L’Italia, tra gli Stati europei, è il terzo più visitato nel 2018 con circa 58 milioni di turisti, dietro a Spagna e Francia rispettivamente con 81 e 87 milioni di turisti, e i dati nel 2019 potrebbero salire. L’impatto maggiore proviene dalle località sciistiche e le piccole isole e le cause principali sono i mezzi di trasporto. “Quando le persone più ricche viaggiano tendono a spendere di più per trasporti e shopping, con emissioni di carbonio più elevate. Se sono visitatori provenienti da Paesi ad alto reddito, in genere spendono molto per viaggi aerei, negozi e hotel, ma se i viaggiatori provengono da Paesi a basso reddito spendono di più per il trasporto pubblico e il cibo non trasformato.”

I rimedi ci sono e non cambierebbero la nostra vita in maniera rilevante:

  1. Evitare il più possibile di usare oggetti in plastica, soprattutto nei viaggi, portandosi borracce, buste in stoffa per gli indumenti,
  2. Usare mezzi di trasporto pubblici, rendendoli più efficienti,
  3. Condividere in una sola auto il viaggio con persone che si spostano frequentemente in un determinato luogo, favorendo il Car sharing,
  4. Usare la biciletta o camminare a piedi.

Da qualche anno una piccola percentuale dei turisti inizia a praticare un turismo sostenibile, una forma di turismo che soddisfa i viaggiatori e i Paesi ospitanti senza recare danni alla natura. Un viaggio si può definire sostenibile se rispetta la legge delle 3E (in inglese economy, ethics ed environment): economia, etica e ambiente sono gli aspetti da tenere in considerazione.

Un turista green non valuta solo l’impatto economico del suo viaggio ma anche quello etico ed ambientale, dimostrando rispetto e sensibilità verso i territori, le popolazioni e le culture che lo ospitano. Una forma di turismo che sta interessando non poco gli italiani (un turista su 5 svolge un turismo sostenibile).

A Capri la situazione appare particolare rispetto alle altre e ci sono varie proposte per evitare i vari danni che il turismo potrebbe causare alla nostra isola. Tra queste sicuramente prendono piede quella di sostituire i mezzi di trasporto via mare, installare pannelli fotovoltaici sugli edifici alberghieri, adottare un’economia circolare per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi, una maggiore supervisione delle spiagge pubbliche con la presenza di cestini per la raccolta differenziata più efficiente, ridurre nei ristoranti e nei bar oggetti di plastica monouso come le cannucce, i bicchieri e le posate.

Sulla nostra isola sono stati fatti già alcuni cambiamenti importanti, primo fra tutti vi è lo spegnimento della centrale elettrica della Sippic, le cui emissioni stavano causando grandissimi danni sulla popolazione locale, avviando un collegamento elettrico sottomarino con Torre Annuziata.