Furto in chiesa a Capri. Rubate le offerte della Chiesa di San Michele alla Croce.

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1999

Furto sacrilego a Capri nella chiesetta di San Michele in località la Croce. I ladri per introdursi e rubare circa 200 euro che erano contenuti in una cassetta votiva, hanno forzato la piccola porta d’ingresso alla sacrestia utilizzando arnesi atti allo scasso. All’interno i ladri hanno agito indisturbati ma non hanno trovato altro che alcune banconote e monete contenute in una cassettina di legno. Il furto è avvenuto in pieno giorno nella piccola chiesa che si trova proprio all’inizio di via Tiberio, che viene chiamata “della Croce” per la presenza nell’antichità di una croce sulla collina sovrastante. La chiesetta di S. Michele è uno dei luoghi di culto più caratteristici dell’isola, ricca di elementi architettonici che risalgono addirittura agli inizi del XII Secolo. Indignazione tra gli abitanti della zona di Tiberio e Matermania a cui è affidata la cura e la custodia della piccola chiesa il cui culto è dedicato a San Michele trovandosi a poche centinaia di metri dalla grotta che porta il nome del santo dove la popolazione dell’epoca si rifugiava durante le incursioni piratesche sull’isola. Dopo la scoperta del furto è stata sporta denunzia nei locali del Commissariato di Via Roma, e gli agenti diretti dal Vicequestore Stefano Iuorio, stanno conducendo le indagini in vari ambienti onde poter risalire agli autori del furto sacrilego.

Il Commissario Straordinario dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Capri Maria Teresa Pignataro, ha stigmatizzato con una nota il furto sacrilego avvenuto nella chiesetta di San Michele a Via Croce “Siamo indignati e vicini agli abitanti capresi e in particolare a quelli della zona di Tiberio e Matermania impegnati nella cura e custodia della piccola Chiesa – ha detto il Commissario Straordinario dell’Azienda del Turismo di Capri Teresa Pignataro –  Capri è da sempre l’isola del turismo per eccellenza e confidiamo vivamente nell’attività investigativa affinché si possa risalire al più presto agli autori che con questo furto hanno anche offeso l’immagine turistica dell’isola azzurra”.