FOCUS di Massimo Maresca. L’ouverture della natura caprese.

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L’ouverture della natura caprese

 

Se volessimo fare un giro tra le grandi opere liriche per scoprirne le storie narrate in musica e le melodie raccontate a parole, ci accorgeremmo ben presto che ognuna di esse viene introdotta da un brano di sola musica, quello che appunto assume il nome di ouverture. Chi non ricorda quella della Carmen di Bizet, de Il barbiere di Siviglia o de Il flauto magico di Mozart? Sono pezzi d’orchestra che, entrati nelle narici dell’anima di coloro che – per un motivo o per un altro – ne hanno annusato il profumo, non posso che sostare e impadronirsi delle menti. Sì! Perché di questo si parla: di un profumo persistente che apre a qualcosa di nuovo, di grande, e che prende il sopravvento sui pensieri. E questo è il marzo caprese, la vera e pressante apertura del tempo estivo che verrà.

A farla da protagonisti non sono soltanto le allergie, gli improvvisi venti di tramontana o – come gli isolani amano definirlo – il “mare di sotto”, che rende difficoltosi i collegamenti marittimi con la terra ferma. Al centro di questa ouverture caprese ci sono i primi alberi da frutto che infiorano e che, esplodendo in colorati fiorellini, diventano capaci appunto di occupare, come per volontà propria, i pensieri e le parole degli abitanti del luogo.

Passeggiando per l’azzurra isola in questo periodo, a cogliere l’attenzione degli affannati residenti non sono tanto le sfumature di blu e di grigio che si notano sulle acque del golfo di Napoli, come un’immensa tavolozza pronta a colorare il cielo. Ciò che coglie nel profondo e rallenta l’incedere generoso di ogni persona è la prima esplosione policroma di alcuni alberi da frutta, come il pesco, che si possono notare in alcuni giardini o terreni che abbondano sull’isola. E proprio come quando l’apertura musicale di una grande opera lirica coinvolge, avvolge e rivolge l’attenzione del suo pubblico in ascolto, così questi alberi in fiore hanno il potere di destabilizzare i passanti, che si ritrovano a sperimentare d’improvviso queste tre sensazioni singolari.

La profumata ouverture isolana coinvolge, cioè prende con sé i pensieri dei capresi e, sostenuta dalla massima semplicità e forza di cui è capace la natura esplosiva, prova a dirigerli verso il giusto atteggiamento di vita, quello che spesso viene a caratterizzare lo stile di accoglienza, quello che, soprattutto nella stagione estiva, lascia increduli i visitatori e deterge non di rado i loro passi sudati.

La profumata ouverture isolana avvolge, cioè circonda i desideri dei capresi e, aiutata dalla colorata mistura delle infiorescenze, cerca di focalizzare le scelte di bellezza, verso mete elevate pronte a migliorare la vita e le esperienze di condivisione, scongiurando con determinazione ogni atteggiamento di mero arrivismo, a volte letto come vile accattonaggio, che rischierebbe di lasciare indispettiti gli ospiti capresi.

La profumata ouverture isolana rivolge, cioè orienta di nuovo il bagaglio di tradizioni e storie di cui gli oriundi sono custodi e detentori, facendo in modo che nulla si perda di ciò che sono stati, nulla si equivochi su ciò che sono, nulla si sporchi in merito a ciò che saranno.

Questo è il marzo caprese: la vera e pressante apertura non solo di un tempo nuovo, ma di un tempo di novità.

FOCUS di Massimo Maresca