«Los Angeles, Italia»: festa con undici candidati all’ Oscar

0
194

(Fonte: Il Mattino – di Titta Fiore)

Los Angeles Alla vigilia degli Oscar, «Los Angeles, Italia» chiude schierando sul palco del Chinese Theatre undici candidati alle statuette più ambite dello show business: a partire da Adam McKay, il regista di «Vice» in corsa per il miglior film, e poi Peter Farrelly e Nick Villalonga, regista e sceneggiatore di un altro favorito, «Green Book», Florian Henckel von Donnersmarck in corsa per il film straniero con «Opera senza autore» e, tra gli altri, Anthony Rossomando, in lizza per la canzone «Shallow» cantata da Lady Gaga in «A Star is Born», i musicisti Nicholas Britell per «Se la strada potesse parlare», Terence Blanchard per «BlackKlansman» e Ludwig Gorannson per «Black Panther». Il record di presenze testimonia il ruolo della rassegna che da quattordici anni porta a Hollywood il meglio del cinema e delle arti italiane in una settimana strategica per il mondo dell’ audiovisivo internazionale.

«I fatti parlano da soli», dice il patron Pascal Vicedomini: «Da sempre ponte tra le culture, questa manifestazione negli anni ha consolidato la sua mission e ora raccoglie i frutti di una strategia che coinvolge anche i festival confratelli di Ischia e Capri. A Hollywood chiudiamo il cerchio degli eventi lanciati dalle due rassegne isolane nel corso dell’ intera stagione».

Molte le anteprime (da «Capri – Revolution» a «Il primo re», da «Il vizio della speranza» ad «Amazing Leonardo», realizzato per i 500 anni dalla morte del genio di Vinci), molti gli ospiti e i premiati (da Andy Garcia a Franco Nero, da Alessandro Preziosi alle sorelle Marianna e Angela Fontana a Walter Nudo) dell’ evento dedicato quest’ anno al leggendario Francis Ford Coppola neottantenne (li compirà il 7 aprile) e alla città di Matera capitale europea della cultura. Maria Grazia Cucinotta, presidente del festival con Hyma Washington, già a capo degli Emmy, e con il fondatore di Rainbow Iginio Straffi, non ha nascosto l’ emozione di tornare a Hollywood a 25 anni dal «Postino»: «Ho vissuto a lungo in America e questo Paese mi ha dato tantissimo, soprattutto dal punto di vista professionale. Ma sono italiana e mi piace raccontare storie che riguardano la nostra cultura». Come «Tutto liscio», il film di Igor Maltagliati su una band romagnola decisa a rilanciare la bellezza del ballo da balera, che ha presentato tra gli applausi in anteprima assoluta. E mentre sull’ Hollywood Boulevard si srotolano i tappeti rossi per il galà di domani (a notte fonda per l’ Italia), sulla cerimonia dell’ Oscar s’ infittiscono le polemiche. Silurato il conduttore Kevin Hart, finito nei guai per via di alcuni vecchi tweet omofobi, la scure del politicamente corretto rischia di abbattersi anche su «Green Book» e sul suo sceneggiatore Villalonga, accusato di aver inviato anni fa a Trump un tweet anti-islamico, mentre al regista Peter Farrelly i più puritani e agguerriti rinfacciano di aver mostrato, ai tempi di «Tutti pazzi per Mary», i genitali a Cameron Diaz sul set.