Hotel «La Palma», va all’asta un mito dell’ospitalità caprese

0
3208

Anna Maria Boniello

Per anni l’ albergo ospitò i viaggiatori del grand tour: artisti, poeti, esuli, intellettuali e dandy fecero dell’ albergo un vero e proprio cenacolo d’ arte e cultura. Dall’ inizio del secolo scorso l’ albergo, nato come Locanda nel 1818, subì varie trasformazioni e passaggi di proprietà. Negli anni Cinquanta fu acquistato dalla famiglia Grilli, che trasformò la Locanda in un albergo a quattro stelle, a pochi passi dalla piazzetta. L’ hotel, con il suo glamour, è stato il ritrovo di vip e turisti di lusso. Sin dal giorno dell’ elezione al Quirinale è stato anche il «buen retiro» del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nel 2005, ancora una svolta. La famiglia Grilli vendette quello che ormai si chiamava Hotel La Palma a un altro gruppo familiare molto conosciuto, apprezzato e ben radicato sull’ isola, la famiglia Bottiglieri-Rizzo-de Carlini, proprietaria del gruppo armatoriale Rbd di Torre del Greco. Ed è stato proprio il crack del colosso armatoriale, il cui fallimento ammonta a circa un miliardo di euro, che ha trascinato nel vortice anche la Hlp, la società titolare dell’ Hotel La Palma. A decretare il primo fallimento, che risale al gennaio del 2018, è stato il giudice fallimentare del tribunale di Torre Annunziata, che depositò la sentenza di fallimento dando il via alla crisi che ha portato ora al triste epilogo. Settantaquattro camere di lusso, tra cui Junior Suite, alcune delle quali con piscine idromassaggio sul terrazzo panoramico, ambienti arricchiti di affreschi e Tromp l’ oeil che raffigurano gli angoli più belli e suggestivi di Capri, riproponendo ambienti e atmosfere come quelle che si respiravano nell’ antica Locanda Pagano.

A scorrere l’ avviso d’ asta che si terrà il 22 febbraio alle 11,30 dinanzi ai curatori del fallimento ed alla presenza del giudice fallimentare Valentina Vitulano del tribunale di Torre Annunziata, si legge che la vendita dell’ Hotel La Palma è strettamente legato al fallimento della Rbd. Il prezzo a base d’ asta ammonta a 35 milioni di euro.

Chi vorrà partecipare dovrà presentare le offerte irrevocabili d’ acquisto entro le 12 del 15 febbraio presso la cancelleria fallimentare del tribunale. Le offerte dovranno essere depositate in busta chiusa unitamente ad assegni circolari del valore del 10% dell’ offerta presentata e non potrà essere inferiore alla prezzo di base d’ asta indicato di 35 milioni. Sarà l’ apertura delle buste il 22 febbraio a svelare chi sarà il prossimo proprietario dell’ albergo più antico dell’ isola.

Ed anche per Anacapri si prevede un nuovo passaggio di mano: il Capri Palace, che era stato acquistato dal gruppo turco Dogus, è sul mercato insieme ad altri alberghi del gruppo sparsi in Italia ed all’ estero per una cifra di oltre 100 milioni di euro.