Travolse prete con lo yacht al largo di Capri, niente sconti al comandante

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(Fonte: Il Mattino) Nessuno stop ai risarcimenti a carico del comandante francese che nel 2009 travolse con uno yacht un’ imbarcazione più piccola, provocando la morte di don Luigi Saccone e il ferimento dei componenti di un’ intera famiglia. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione a cui si era rivolto Jean Laurent Antoine Claude Simon, all’ epoca 35enne e condannato in secondo grado per omicidio colposo e naufragio nel 2016. Il comandante aveva già parzialmente risarcito le parti lese, ma ha poi chiesto una sospensione delle cosiddette statuizioni di parte civile. A suo sostegno e tramite l’ avvocato di fiducia, aveva sostenuto che «il pagamento immediato di ulteriori danni lamentati, in aggiunta a un così imponente ristoro dei danni affrontato in favore delle innumerevoli persone danneggiate, farebbe derivare all’ imputato un insostenibile, grave ed irreparabile danno». Da qui la richiesta di sospensione, bocciata con questa motivazione: «Ai fini dell’ accoglimento, grava sull’ instante l’ onere di fornire la prova che la somma da versare elida in modo estremamente rilevante il proprio patrimonio», eventualità che secondo la Cassazione non si sarebbe verificata. Era l’ agosto del 2009 quando don Luigi Saccone, 71 anni e vicario episcopale della Diocesi di Pozzuoli, si trovava a bordo di un’ imbarcazione al largo delle acque di Capri. Il natante fu travolto e spezzato in due dallo yacht. Il corpo del prelato venne dilaniato nell’ impatto. Tra le parti civili, oltre ai feriti e alla Diocesi di Pozzuoli, c’ è l’ associazione fondata da don Saccone, la Puteoli Pro Vita.