Capri, bufera sul Comune: 8 a processo per falso condono

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Anna Maria Boniello – Rinviati a giudizio tecnici e componenti della commissione del paesaggio a Capri. A quattro mesi dalla richiesta di rinvio a giudizio su un falso condono edilizio a Capri è arrivata a conclusione l’ inchiesta avviata lo scorso anno dai Carabinieri della stazione di Capri coordinati dalla compagnia di Sorrento, unitamente alla Procura della Repubblica di Napoli.
LA VICENDA Il giudice delle indagini preliminari Eliana Franco, nell’ udienza che si è tenuta lunedì scorso, ha accolto la richiesta di processo depositata dal pubblico ministero Monica Campese (magistrato del pool mani pulite) il 9 ottobre del 2018, nei confronti di otto imputati con le accuse di falso ideologico e abuso d’ ufficio. Tra questi vari componenti della commissione edilizia, il direttore dei lavori Sergio Federico, il proprietario dell’ immobile Gennaro Ricci ed il funzionario dirigente dell’ ufficio tecnico del comune di Capri Massimo Stroscio, attualmente destinatario di divieto di dimora sull’ isola per un’ altra vicenda giudiziaria a suo carico sempre riguardante l’ edilizia.
Tra gli imputati per abuso d’ ufficio in concorso i componenti della commissione: gli architetti Claudio Stabile e Livio Talamona, il geometra Antonio Di Martino, l’ ingegnere Costantino Cerrotta e Maria Lucia De Angelis.
Le accuse a loro carico riguardano l’ omissione nel controllo dei grafici presentati che ha portato ad esprimere parere favorevole al condono edilizio senza aver rivelato le difformità tra i documenti originali esibiti nel 1986 con quelli presentati nella pratica di condono ad integrazione nell’ aprile del 2017. Palese, secondo i magistrati, l’ aumento di volumetria condonata sull’ immobile, sito in località Dentecala, tra via Matermania e via Tamborio, area densamente popolata ma di grosso rilievo paesaggistico.
L’ integrazione, presentata dal geometra Federico, nei grafici da lui elaborati, messa a confronto con quelli originali del 1986, evidenziava un aumento di superficie pari a circa 57,48 metri quadri. La concessione rilasciata dalla commissione, secondo gli inquirenti, costituiva una palese violazione alle leggi urbanistiche vigenti, procurando al proprietario Gennaro Ricci un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante entità. Infatti, la realizzazione delle nuove volumetrie avrebbe determinato un aumento del valore dell’ immobile pari, secondo la Procura, a circa 460mila euro attuali. L’ inchiesta più estesa riguarda i condoni rilasciati e varie pratiche già oggetto di permessi a costruire e ruota tutta intorno alle planimetrie presentate per l’ ottenere i pareri favorevoli che, in alcuni casi, sono risultate alterate o falsificate rispetto a quelle depositate originariamente sia al catasto che agli uffici tecnici del Comune.
OMESSO CONTROLLO Questo filone che vede ora otto imputati è il primo arrivato a giudizio. La prima udienza del processo si terrà nel mese di maggio.
Ricci e Federico dovranno rispondere di falsità ideologica relativa alle certificazioni presentate. Stroscio, già capo del settore edilizia e responsabile del procedimento, e i componenti della commissione locale del paesaggio sono imputati per abuso d’ ufficio in concorso, per avere omesso i dovuti controlli esprimendo parere favorevole all’ istanza. A conclusione dell’ udienza il gip ha deciso la fissazione della data del processo. Il Comune di Capri è stato identificato come parte offesa e sarà il sindaco pro tempore a costituirsi in giudizio.