Capri, musica e danza accendono la Piazzetta. Riaperti alberghi e case vacanza

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Anna Maria Boniello – Antonino Siniscalchi.

Il Natale dei presepi viventi e della riscoperta di paesaggi rurali, quello «vip» degli eventi mondani sulle isole. Ma anche il momento della riflessione, dell’ invito a reagire che arriva dalle parole di uno tra i vescovi più amati, il presule di Acerra Antonio Di Donna. Sono i volti delle festività natalizie nella provincia di Napoli, in questo periodo affollata di turisti e pellegrini. In particolare in costiera grande animazione tra itinerari tradizionali e presepi viventi. Ieri pomeriggio Massa Lubrense ha festeggiato la quarantesima edizione della «Marcialonga», una comunità in cammino tra le strade e gli angoli degli antichi casali. Camminata a passo libero, centinaia i partecipanti, l’ occasione di ritrovarsi per percorrere sentieri antichi, fino a piazza Vescovado tra gli stand allestiti con dolci tipici. Il borgo collinare di Casarlano, a Sorrento, ha inaugurato le rappresentazioni del presepe vivente. Repliche domani, sabato e domenica, e poi a Capodanno, il 2, 4, 5, 6, 12 e 13 gennaio: la cornice delle rappresentazioni è una vera e propria opera d’ arte naturale che viene definita la «Betlemme di Sorrento». A Meta invece parte questa sera e si concluderà domenica, la rassegna «Portoni aperti», promossa dal Comune con il patrocinio della Regione e la collaborazione di realtà associative: grazie alle guide i visitatori potranno andare alla riscoperta delle antiche dimore dei naviganti e delle peculiarità culturali, storiche, architettoniche e paesaggistiche del paese.
IL COUNT DOWN Torna a rianimarsi Capri, dove da ieri hanno riaperto i battenti case vacanza, b&b e affittacamere, e una decina tra alberghi e pensioni. All’ ombra del grande albero che illumina la Piazzetta comincia l’ attesa per il veglione di Capodanno. Qui oggi alle 12 si terrà il concerto della Banda nazionale dei Vigili del fuoco, che riceverà il Capri Peace Award durante la cerimonia di apertura del «Capri Hollywood». Sul palco con il sindaco Gianni De Martino, il chairman onorario Tony Renis, l’ artista israeliana Noa, l’ attore statunitense Bradley Fischer, il regista Amos Gitai, l’ attrice Maria Pia Calzone e la modella Madalina Ghenea. La Piazzetta da oggi si trasforma in un teatro all’ aperto, con gli eventi organizzati dal Comune: domani il concerto live della band «Allerja», sabato «Dancing for Xmas», a cura dell’ Isola Danza e di seguito il corso gospel Standard International. Il 30 concerto live di Silvia Mezzanotte e Kelly Joyce e il 31 il concerto di fine anno.
IL MONITO «Come posso brandire il Vangelo, il presepe e il crocifisso e poi buttare fuori profughi ed immigrati? Il nostro è diventato un Natale appezzottato, che si festeggia senza il festeggiato, un Natale strumentalizzato da certa propaganda politica che si serve dei simboli cristiani per strumentalizzarli ipocritamente, brandendoli come spada contro gli altri». Durissime le parole del vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna risuonate nel Duomo cittadino durante le omelie natalizie. Il presule non ha risparmiato nessuno, dalla comunità cristiana che «evita di nominare il festeggiato anche in tv», ai politici nazionali e locali. «La nostra è una società che vuole fare festa senza il festeggiato – ha tuonato – tra l’ altro ipocrita, perché usufruisce dei vantaggi della festa, come le vacanze a scuola o al lavoro, ma non ne riconosce le origini cristiane». Per Di Donna la politica sta attuando un’ opera di «anestetizzazione di un intero popolo». «Ci stanno facendo credere che i migranti siano il problema numero uno – ha sottolineato – mentre un’ indifferenza generale regna su problemi molto più seri, che andrebbero al primo posto nell’ agenda di governo e delle altre istituzioni, come la mancanza cronica di lavoro, l’ esodo massiccio dei giovani anche dalla nostra Acerra, che continuamente vanno via. Ma soprattutto, una grande indifferenza regna mentre si consuma la secessione delle regioni ricche del Nord. Capisco un certo sano federalismo, ma non a condizione che le altre regioni, soprattutto del Sud, vengano penalizzate».