Disagi per i dializzati di Capri costretti a sottoporsi alle cure a terraferma.

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Anna Maria Boniello. Capri – Problemi a Capri per i nefropatici. Alcuni pazienti soggetti a dialisi, da un lungo lasso di tempo sono costretti a partire per Napoli a giorni alterni e recarsi presso la struttura ospedaliera del Vecchio Pellegrini per sottoporsi al trattamento di dialisi che è di vitale importanza per la loro sopravvivenza. Il caso dialisi a Capri risale agli albori dei tempi, addirittura la costruzione di un primo centro attrezzato per i dializzati di Capri venne realizzata con un grosso lascito della sua eredità che Raffaele Vuotto, un caprese illustre “inventore” dei tavolini dei bar in piazzetta, donò all’ospedale per costruire una struttura che portasse il nome di sua figlia Annamaria, morta in giovanissima età proprio a causa di malattie renali. Da quel tempo sono passati diversi anni, ed un decennio orsono un nuovissimo centro prese il posto del primo, sempre a disposizione degli ammalati

  Rischia di fallire  la donazione di circa 2 milioni di euro, fatta da una mecenate caprese destinandola all’ampliamento ed al restyling dell’Ospedale Capilupi di Capri, che ormai presenta i segni e gli acciacchi degli anni. Il cantiere è fermo da circa un anno, e nemmeno si intravvede quando verranno ripresi i lavori visto che, secondo alcune indiscrezioni, addirittura sarebbero state sbagliate alcune fasi del progetto della nuova ala, e quindi dovrà ripetersi tutto l’iter burocratico dell’intero progetto che prevede all’interno anche la costruzione dei nuovi locali da adibire alla dialisi. La notizia è di quelle destinate a fare scalpore, e già se ne parla nelle sedi istituzionale che negli ambienti isolani che guardano al loro ospedale come unico presidio sanitario sull’isola a cui far ricorso in caso di malattia. E la notizia che si mormora in piazzetta è che l’anziana benefattrice Clara Zweig Messanelli, una straniera che sposò un caprese, che destinò l’ingente somma per consentire che Capri avesse finalmente un ospedale degno del suo nome, pare stia pensando di revocare la donazione perché non sono state adempiuti i vincoli da lei fissati per l’oneroso e generoso gesto, e tra questi quello della data stabilita per l’ultimazione dei lavori. Addirittura, si apprese quando si venne a conoscenza della donazione, che la signora Mezzanelli, volesse quale supervisore e garante dell’opera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, conosciuto dalla famiglia Messanelli, quando giovanissimo viveva sull’isola. Probabilmente sarà questa la molla che farà scattare ed accelerare la pratica, bloccata sicuramente dalla burocrazia, perché senza la generosa donazioni di due milioni di euro non si saprebbe come fronteggiare il restyling dell’ospedale.

che risiedono sull’isola, e che finalmente non dovevano più sottoporsi a lunghe ed estenuanti trasferte che mettevano a rischio la loro incolumità. Oggi il problema torna alla ribalta : gli ammalati sono aumentati e le strutture per la dialisi sono sempre le stesse, a questo va aggiunto la carenza e mancanza di personale idoneo ed operatori specializzati da destinare all’assistenza nel corso del trattamento, e quindi per alcuni ammalati non si è trovato altro rimedio che quello del trasferimento a giorni alterni a terraferma presso la struttura ospedaliera del Vecchio Pellegrini. A farsi carico del problema però non è la ASL1 ma un associazione di beneficenza e volontariato, la neonata Croce Azzurra di Padre Pio, presieduta dal Parroco di Capri Don Carmine del Gaudio, che ha messo a disposizione una autoambulanza che si imbarca da Capri alle 10.30 per rientrare sull’isola alle 18.40. Una intera giornata che grazie al volontariato di un’autista e di un associato viene spesa per aiutare una persona in difficoltà che non potrebbe trovare altrimenti assistenza sull’isola. La situazione, secondo alcuni addetti ai lavori, ed anche i generosi volontari, potrebbe essere risolta in breve se venisse implementato l’organico con un nefrologo o un operatore specializzato nella sede dell’Ospedale Capilupi, dove si trova il reparto adibito a dialisi, e ottimizzando i tempi della terapia, si potrebbero effettuare le dialisi sia nelle ore del mattino che quelle pomeridiane. La gravità della situazione è stata portata a conoscenza di tutte le autorità preposte, sia quelle locali che regionali, che quelle dell’ASL1, ma sino ad oggi, nonostante gli impegni presi da parte di Enti ed istituzioni responsabili, non si riesce a pervenire alla risoluzione del problema. La situazione potrebbe andarsi man mano ad aggravarsi, anche perché agli attuali pazienti soggetti a dialisi potrebbero aggiungersi altri, e quindi c’è già chi pensa di rivolgersi all’autorità giudiziaria ed alla Procura della Repubblica per segnalare questo esempio di cattiva burocrazia e malasanità. L’Ospedale Capilupi di Capri ha circa 100 dipendenti tra sanitari, medici e paramedici, ospita anche il personale del 118 e la dialisi è una delle strutture importantissime sul territorio proprio per la difficoltà di mobilità che esiste sull’isola, che per gran parte è pedonale e per raggiungere la sede dell’Ospedale Capilupi è necessario essere trasportati con piccole autoambulanze elettriche che possono raggiungere località lontane con vicoletti larghi poco più di un metro. Ed anche se si tratta di una decina di ammalati il problema è spinoso, ed è sempre più urgente adeguare la pianta organica con figure professionali idonee a questi servizi o convenzionarsi con strutture in terraferma che possono assicurare la presenza a Capri di sanitari quando si presentano casi come quest’ultimo che ha portato il problema dialisi alla ribalta.