Perché no. Rocco Barocco: “Un’idea scandalosa, esistono altri rimedi”

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Anna Maria Boniello – Capri. È lo stilista più girovago del mondo, però ha voluto fissare le sue straordinarie dimore nell’ isola di Capri e nella dirimpettaia isola di Ischia. Rocco Barocco può essere considerato a pieno titolo un isolano doc anche se nato a Posillipo alta da madre puteolana: quello che sarebbe diventato uno degli stilisti più amati dal jet set voleva diventare capitano di lungo corso e ha compiuto i suoi studi nell’ istituto nautico di Procida. Da qui a Ischia il passo è stato breve poiché la sua famiglia si era trasferita nell’ isola verde, ma Barocco attratto dal mondo della moda e del fashion ben presto si trasferisce a Roma dove molto presto diventa uno dei re dell’ alta moda italiana. Ma Capri e Ischia sono rimaste sempre nel cuore di Barocco. Nelle sue due case, a Monte Sant’ Angelo e ad Occhio Marino, con vista sui Faraglioni, trascorre con pochi amici il suo tempo libero e i giorni delle vacanze estive. Ieri Barocco è inorridito quando alla lettura dei giornali si è trovato davanti la polemica su Capri isola «svantaggiata». E senza mezze parole ha replicato: «Capri isola svantaggiata è un’ offesa tremenda verso un luogo unico al mondo».

Perchè è montato su tutte le furie? Non condivide l’ idea di dare uno status alle isole minori, e quindi portare benefici alle strutture pubbliche e ai residenti?
«L’ idea è scandalosa. Benefici? Qui si chiede che a Capri e alle altre piccole isole italiane si riconosca una situazione di diversità e svantaggio. Come si può collegare un concetto così negativo alle piccole isole che sono veri e propri paradisi in terra?
 
Ma i promotori chiedono di cambiare l’ articolo 119 della Costituzione per far ottenere più vantaggi all’ isola.
«Sì ma andrebbe spiegato che la parola svantaggiata, e parlo per tutte le isole non solo Capri, offende tutte le località e non sarebbe capita dagli stranieri che sono lontani dalle nostre strutture mentali e che invece amano, e ambiscono visitare, le nostre isole. Voglio sottolineare, non solo per campanilismo, che parliamo di Capri, Ischia e Procida, le isole che mi porto nel cuore».
 
A parte il sentimentalismo i sindaci chiedono soluzioni per eliminare disagi che certamente esistono.
«Certo, eliminare i disagi, li conosciamo bene. Ma gli stranieri conoscono queste isole per le loro bellezze e non di certo per disagi che incontrano anche loro quando rendono visita a questi piccoli territori».
 
Anche lei però qualche volta ha parlato, per esempio, di troppo affollamento e troppi sbarchi.
«Certo, ma ci sono altre soluzioni per risolvere queste problematiche: non vedo perchè dobbiamo dire che ci troviamo davanti a un’ isola svantaggiata.Io poi sono contrario anch e alla dicitura che è stata affissa al Comune, di Città di Capri. Capri è un’ isola e non una città e non è affatto svantaggiata. Le isole sono isole».
 
Insomma lei esclude che ci siano problemi in questi territori?
«Assolutamente no, i problemi ci sono ma occorre che i sindaci trovino altre strade e altre definizioni meno denigratorie di quelle che hanno utilizzato chiamandole isole svantaggiate».Lei non se la sente di firmare la petizione?
«Firmerei solo se si cambiasse quella definizione di isole disagiate che offende il buon gusto, gli stessi territori e anche gli isolani che per eliminare i loro disagi sicuramente, sono certo, non apprezzerebbero di essere definiti tali».