Mattone selvaggio, ancora un sequestro a Capri

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Anna Maria Boniello – Capri. Quattro sequestri in due mesi. La vasta operazione anti-abusivismo dei carabinieri della stazione di Capri comandati dal capitano della Compagnia di Sorrento, Marco La Rovere, sta portando allo scoperto un’ ampia attività di lavori abusivi nel campo dell’ edilizia privata. Il fenomeno è molto più esteso di quanto si supponesse: al punto che presto sarà inviato da Napoli sull’ isola un nucleo di carabinieri con propri tecnici, che andranno a rafforzare le attività sul campo dei militari della stazione caprese e metteranno sotto la lente gli uffici comunali, per verificare le modalità e i criteri che vengono applicati sulle migliaia di pratiche di demolizione di abusi e di richieste di condono edilizio che da anni giacciono sugli scaffali. Nel frattempo, controlli a tappeto vengono ormai effettuati quasi quotidianamente nei molti cantieri aperti per lavori di restyling durante l’ inverno sull’ isola, cantieri che dovranno chiudere all’ inizio della stagione turistica, così come previsto dal regolamento comunale. Decine e decine di «visite» nelle zone più impervie e in quelle panoramiche del territorio del comune di Capri come Tragara, Marina Piccola, i Faraglioni, Matermania, Tiberio, l’ Arco Naturale; ma anche nelle stradine vicino alla piazzetta, come in via Le Botteghe. E tra molti cantieri in regola con le autorizzazioni e le concessioni edilizie, continuano a spuntarne di illegali. L’ ultimo in via San Francesco, dove i militari si sono recati nei giorni scorsi con un tecnico del Comune: che fossero in corso lavori «importanti» lo si vedeva anche dall’ alto, dal belvedere della piazzetta della funicolare, e persino stando a bordo del trenino rosso, che inerpicandisi dal porto verso la piazzetta passa proprio accanto all’ area dei lavori.
Varcato l’ ingresso del cantiere, al centro di una grande zona verde, i militari si sono ritrovati di fronte a una vera e propria villetta di due piani: in virtù di due segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) presentate in Comune nel 2017, i proprietari avevano trasformato un’ antica casetta colonica in tufo – consistente in un cellaio al piano terra e un deposito in attrezzi – in una moderna abitazione residenziale, con tanto di porticati e terrazzi. La Scia, hanno accertato gli inquirenti, era stata chiesta per restauro e risanamento conservativo della originaria casa colonica. Sull’ immobile esistevano due richieste di condono edilizio mai valutate e mai passate al vaglio delle commissioni; dunque non poteva essere rilasciata nessuna autorizzazione. Sono così scattati i sigilli e i carabinieri hanno inviato l’ intero fascicolo e la relazione del tecnico alla sezione urbanistica della procura di Napoli coordinata dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso. I titolari dell’ immobile, Amerigo De Micco e Teresa De Rosa, residenti a Roseto degli Abruzzi, sono stati denunciati. Denunciati anche il direttore dei lavori, il tecnico rilevatore e il titolare dell’ impresa. Ieri all’ albo pretorio del Comune è stata affissa l’ ingiunzione con l’ ordinanza di sospensione cautelare dei lavori a firma del responsabile del settore, l’ architetto Massimo Stroscio.