L’effetto maltempo: Capri, l’isola fragile, frana sul depuratore

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Anna Maria Boniello – Capri. L’ isola azzurra messa in ginocchio dal maltempo: dopo le abbondanti piogge degli ultimi giorni, con infiltrazioni nelle stanze di degenza dell’ ospedale Capilupi e cadute di alberi ormai rinsecchiti, torna l’ emergenza frane. Danneggiata dalla caduta massi anche la condotta di scarico del depuratore.
L’ impianto si trova in località la Selva, nel tratto di mare tra punta Vivara e la Grotta Azzurra, e raccoglie le acque reflue che arrivano dall’ impianto fognario del territorio di Anacapri. All’ origine del problema uno smottamento di terreno dove si trova il collegamento di scarico tra l’ impianto di depurazione e la condotta sottomarina, che porta a circa trecento metri di distanza dalla costa le acque già depurate dall’ impianto. La società Gori che gestisce la struttura ha immediatamente avviato tutte le attività per il ripristino per collegare le tubazioni alla condotta sottomarina. Poi ha chiesto al Comune di Anacapri e alla Capitaneria di porto, ciascuno per le proprie competenze, di avviare un’ immediata verifica degli stati dei luoghi e a scopo cautelativo interdire al transito i natanti nello specchio d’ acqua prospiciente il costone, per eventuali altri cedimenti che potrebbero avvenire sulla parete rocciosa dove poggiano le condotte collegate agli impianti di depurazione.
Anche se le acque che colano lungo la montagna sono del tutto depurate, ciò non ha impedito però che vistose chiazze marroni si siano formate a causa della mole della massa di terra che è precipitato in mare a causa del movimento franoso. In quello specchio d’ acqua è vietata la balneazione, ed il transito è consentito solo a una distanza di 150 metri dalla costa. Numerose sono le ordinanze della Capitaneria di porto che obbligano a mantenere le specifiche distanze di ormeggi e balneazione a causa di possibili smottamenti di terra, movimenti franosi o caduta massi.
È vietato infatti da tempo abbronzarsi sule rocce della Grotta dell’ Arsenale o tuffarsi nel mare sottostante. Lo vieta un’ ordinanza della Capitaneria di porto a causa di una serie di frane che hanno interessato quella che una volta era chiamata spiaggia «dei nudisti». La prima nel 2009 quando nel mese di febbraio precipitò in mare un fascia di crostone trascinandosi dietro la casetta di Frafelice. Il nove ottobre del 2016 poi a causa delle forti piogge venne colpita un’ altra zona di Capri, massi e detriti provocarono una grossa frana che investì Marina di Caterola proprio alle spalle del porto turistico, in quella zona vige ancora un’ ordinanza che vieta il transito, la sosta dei natanti e la balneazione. Ed anche la spiaggia libera di Marina Grande è entrata nelle zone a rischio.
Una grossa frana cadde all’ inizio della primavera del 2011, quando per fortuna la spiaggia non è frequentata da bagnanti. Nonostante ciò la spiaggia restò chiusa per un lungo periodo, poiché la frana che era stata provocata da continue infiltrazioni di acqua sia dalle vie di scolo che dalle abbondanti piogge invernali. La frana trascinò nella spiaggia sottostante oltre un enorme massa di terra anche l’ antica scala in tufo che collegava la spiaggia con l’ attuale strada provinciale.
Poi è stata la volta di Marina Piccola, il movimento franoso sempre a causa di una forte burrasca fece franare una larga fascia del costone lungo il pendio di Marina Piccola partendo da circa cento metri d’ altezza dal livello del mare. Lo smottamento attraversò tutta la parete finendo poi sulla spiaggia sottostante. Di caduta massi, smottamenti e frane sull’ isola azzurra se ne possono contare a centinaia e accadono quasi sempre in concomitanza di abbondanti piogge o violente raffiche di vento. Forse qualcuno dovrebbe cominciare ad interrogarsi sulle motivazioni che creano questi disastri sia a terra che a mare.