Profughi nel faro e a villa Orlandi Anacapri offre spazi a cinque stelle

Capri. Mentre in diversi comuni in Campania e nel resto d’ Italia divampano le polemiche sull’ accoglienza dei profughi, i sindaci di Capri ed Anacapri hanno già comunicato al prefetto quelle che hanno individuato come le soluzioni più idonee per organizzare i servizi di accoglienza agli stranieri che richiedono protezione internazionale. I due sindaci hanno tenuto bene in mente le richieste – 22 richiedenti asilo per Anacapri, 23 per Capri – e le indicazioni – evitare di sistemare gli ospiti tutti insieme e in luoghi troppo centrali – venute dal prefetto in una riunione tenuta qualche settimana fa. E così ieri mattina il sindaco di Anacapri Franco Cerrotta ha inviato a Gabriella D’ Orso, la funzionaria prefettizia dirigente dell’ area immigrazione, una nota in cui vengono indicati alcuni immobili di proprietà pubblica che potrebbero ospitare i 22 rifugiati nell’ ipotesi del loro arrivo. La scelta del sindaco e degli amministratori è caduta su tre strutture che rispondono esattamente ai requisiti indicati dal prefetto. Tra questi un grande immobile di proprietà del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che occupa un’ area di circa 850 metri quadrati ed è stato ristrutturato recentemente. Un tempo sede dell’ Accademia Svedese delle Scienze, si trova in una zona lontana dal centro abitato, fra Ceselle e Caprile e di fatto non ospita da anni attività di rilievo. La seconda soluzione individuata da Cerrotta riguarda il fascinoso Faro di Punta Carena, di proprietà della Marina Militare-Comando Faro del Basso Tirreno, all’ interno del quale si trovano ben quattro appartamenti di cui solo uno è occupato dal custode. La terza struttura, Villa Orlandi, è una straordinaria dimora di 200 metri quadrati che intorno alla metà dell’ 800 venne acquistata dalla famiglia Orlandi e poi ristrutturata dal secondo proprietario Edwin Cerio. È stata la sede artistica e la dimora di Pasquale Trisorio e Lucio Amelio e attualmente è in concessione all’ Università Federico II che l’ ha destinata a centro congressi, soggiorni di studio e di ricerca, incontri, brevi seminari e corsi post laurea. Ovviamente per poter procedere all’ assegnazione degli spazi prefetto e sindaco dovranno avere l’ assenso degli attuali proprietari. Si tratta insomma di un primo step che l’ amministrazione ha predisposto in caso di urgenze, per poi continuare nella ricerca anche fra gli immobili di proprietà di privati che si rendessero disponibili. I sindaci si stanno nel frattempo attrezzando a promuovere servizi per l’ integrazione mentre il Movimento Cristiano dei Lavoratori si è detto disposto a verificare un inserimento nell’ ambito del comparto lavorativo. L’ amministrazione di Capri attraverso il sindaco Gianni De Martino ha ribadito la disponibilità a realizzare «un progetto che miri all’ integrazione sociale effettuando servizi di mediazione linguistica e culturale, in modo da facilitare la relazione e la comunicazioni fra i singoli beneficiari e il contesto territoriale. Per quanto riguarda l’ ospitalità – ha spiegato De Martino – si sta verificando la presenza sul territorio di immobili del patrimonio di enti pubblici attualmente inutilizzati e nel contempo è stata avviata la ricerca di strutture private interessate all’ accoglienza».