Slot mangiasoldi la sfida di Capri «Qui non si gioca»

consiglio comunale capri

Anna Maria Boniello – Via le slot machine da tutto il territorio di Capri: dopo il voto del Consiglio comunale caprese, che segue di quattro anni un’ analoga iniziativa messa in campo dal Comune di Anacapri, si può dire che da ieri l’ isola azzurra è un’ isola «no slot».
Apripista alla lotta contro le tremende slot machine fu appunto Anacapri, che nel 2014 varò il «regolamento giochi leciti» guadagnandosi i primi posti della classifica dei comuni italiani che avevano dichiarato guerra alle macchinette mangiasoldi. Il regolamento, che individuava i luoghi «sensibili» dai quali dovevano essere bandite le pericolose apparecchiature e stabiliva i luoghi e le distanze (fissate in 150 metri) dove le installazioni potevano essere consentite, fu oggetto di un referendum popolare che ottenne la maggioranza dei consensi, ed entrò in vigore il primo gennaio 2015. Negli stessi giorni si adeguò al regolamento anche la Caremar, che smontò le macchinette dalle navi dei pendolari. Ieri è stata la volta del consiglio comunale di Capri votare il regolamento anti slot. L’ argomento ovviamente è stato ampiamente discusso dall’ assise pubblica, ma è stato approvato alla fine solo con i voti della maggioranza.
I PALETTI «È un regolamento molto importante per il nostro territorio», ha commentato il vicesindaco Roberto Bozzaotre: «Riteniamo che le amministrazioni debbano sempre tutelare la salute dei propri cittadini. Ovviamente non ci illudiamo di risolvere con questo provvedimento il problema della ludopatia, si tratta però di un primo essenziale passo in questa direzione».
Il testo che è stato approvato ieri fissa paletti inderogabili. A partire da oggi ed entro 90 giorni dovranno essere disinstallate tutte le slot machine che si trovano a 500 metri di distanza massima dai luoghi ritenuti sensibili e cioè: dagli istituti scolastici di qualsiasi grado, dai luoghi di culto inclusi i cimiteri, dagli impianti sportivi e centri giovanili o altre sedi ed istituti frequentati principalmente da giovani, centri di aggregazione, teatri e sale cinematografiche. Alla stessa distanza devono trovarsi anche ospedali o strutture operanti in ambito sanitario o socioassistenziale, strutture ricettive e strutture ricettive per categorie protette. I 500 metri di distanza valgono anche per stabilimenti balneari, spiagge e lidi, giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati, musei, uffici pubblici, banche , uffici postali, bancomat, agenzie di prestito o altre attività in cui si esercita l’ acquisto di oro, argento o oggetti preziosi. La distanza fissata è oltre tre volte superiore rispetto a quella di Anacapri, per la maggiore ampiezza della rete urbana caprese: a conti fatti, trovare un punto in cui sia consentito installare le famigerate macchinette è impresa quasi impossibile.
L’ OPPOSIZIONE Ma perché il gruppo di minoranza «Avanti Capri» non ha votato a favore di una misura così meritoria? Lo ha spiegato in aula la consigliera Paola Mazzina, giurista e presidente della Commissione Statuto e Regolamenti: «Occorreva studiare nei dettagli il regolamento e prima di sottoporlo al voto del Consiglio procedere all’ audizione delle Associazioni di categoria». Un passaggio necessario, ha spiegato Mazzina, per «riaffermare la condivisone al principio necessario del contrasto al fenomeno della ludopatia». Per questi motivi i consiglieri del gruppo di minoranza Marino Lembo, Salvatore Ciuccio, Ludovica di Meglio e Paola Mazzina avevano chiesto il rinvio dell’ argomento. Un rinvio necessario per consentire di attuare i passaggi richiesti in commissione ed acquisire i pareri tecnici di psicologi e sociologi, e soprattutto affrontare il discorso tecnico-amministrativo per evitare ricorsi futuri. Approfondimenti che il gruppo di maggioranza «La Primavera» non ha ritenuto necessari, passando così al voto finale.